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Lettera a tutto il Cenacolo - Dio ci cerca incessantemente perché intensamente ci ama

2010

Carissimi fratelli e sorelle del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione,
l’amore, la pace e la gioia del Signore siano sempre presenti e attivi nel nostro cuore e nel nostro vivere.
Impegniamo tutte le nostre energie per lasciarci davvero amare da Dio, Padre fonte di vita e di grazia e per gustare la gioia di amare come Gesù ci insegna ad amarci gli uni gli altri.
Quanto è importante e bello vivere, nel nostro quotidiano, in rendimento di grazie per tutto ciò che gratuitamente dal Signore riceviamo!
Non possiamo vivere la meravigliosa vocazione che in dono dal Signore abbiamo ricevuto: vocazione alla vita, vocazione cristiana, vocazione ad essere professionista, senza vivere in comunione d’amore con Dio Padre, con Cristo Gesù sotto l’azione potente dello Spirito Santo.
Noi siamo stati creati da Dio per questo rapporto d’amore, di grazia e di gioia con Lui. Noi siamo fatti per l’amore che è Dio, che è Cristo Gesù, che è lo Spirito Santo. Siamo fatti per la gioia, per vivere alla presenza di Dio, per amare e conoscere Dio. In merito, sant’Agostino ci insegna a pregare così: “Signore, che io ti conosca, che io mi conosca”.
Ma perché conoscere Dio? Conoscere se stessi è importante? L’uomo non potrà mai conoscere se stesso se non conosce Dio; non sa esprimere la propria grandezza e ricchezza se non conosce Dio. L’uomo non si realizza nel cammino della vita se non nell’incontro con Dio; non è pienezza di se stesso se non in Dio. L’uomo è fatto per Dio. Noi siamo fatti da Dio, tessuti con amore tenero sin dal grembo della nostra madre (cfr Sal 138, 13); siamo per Dio. Abbiamo bisogno di credere che davvero Dio ci ama, che Gesù ci ama e per noi e per la nostra vita ha donato se stesso, che lo Spirito Santo ci ama.
Santa Teresa ci dice stupendamente che sapersi amati è molto più importante che amare. Pertanto lasciamoci veramente “afferrare da Cristo Signore” (cfr Fil 3, 12) come ci dice san Paolo; afferrare dal Suo amore, dalla Sua grazia, dalla Sua tenerezza!
Abbiamo ancora tanto bisogno della misericordia e della compassione di Dio; siamo ancora fragili e pieni di noi stessi, del nostro egoismo, delle nostre chiusure. Siamo ancora in balia della superbia che ha come oggetto il proprio io; dell’invidia che induce a disprezzare la felicità altrui e può arrivare a volerne la distruzione nell’ira; di altri peccati che ci impediscono di percorrere un cammino di conversione e di santificazione. Noi apriamo il nostro cuore e la nostra vita al cuore misericordioso di Gesù, ricco di compassione e di bontà, fiduciosi nel Suo perdono: Dio sempre perdona perché sempre ci ama.
Gesù nel Vangelo ci dice: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Lc 5, 31-32); dice ancora “Io sono venuto a salvare ciò che era perduto” (Lc 19, 10).
Teniamo presente, carissimi, che noi non siamo ancora santi, ma abbiamo bisogno di essere santificati; non ancora perfetti, ma abbiamo bisogno di diventarlo; non ancora convertiti, ma bisognosi di conversione. È la misericordia di Dio che perdona, perché Lui ci ama; è Lui che ci fa nascere a vita nuova, ci nutre di grazia, ci corrobora, ci cerca, ci incontra, ci dona un cuore nuovo e uno spirito nuovo.
È l’Eucaristia che nutre d’amore la nostra povera vita e il nostro povero cuore; impegniamoci, pertanto, a celebrarla con tanta fede e con tanto amore.
È nell’Eucaristia che noi troviamo la nostra gioia di vivere, di esercitare la carità di Cristo, di perdonare, di metterci in servizio amorevole gli uni degli gli altri. Guardiamo a Gesù che nell’Eucaristia offre la Sua vita totalmente con il Suo sacrificio affinché tutta l’umanità, tutti noi, possiamo essere redenti, salvati e glorificati. Egli accetta di spendere la Sua vita perché gli uomini, noi, possiamo avere un’esistenza piena di grazia e ricca di amore di Dio.
È il progetto del Padre: il Signore vuole, però, che quella vita donata per amore sia anche totalmente dell’uomo. Sono stupende le parole di Gesù in merito, ascoltiamole: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui” (Gv 6, 56). Non solo, ma: “Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me” (Gv 6, 57).
Viviamo, carissimi, questo grande mistero di grazia e di santificazione!
L’Eucaristia è, inoltre, anche mistero di comunione di vita. Pertanto, partecipando all’Eucaristia, non si può non diventare un solo corpo, perché è il sacramento del corpo e del sangue del Signore e nutrendoci della Sua vita ci trasforma in se stesso. Il Signore non vuole e non tollera che tra di noi vi siano divisioni causate dall’invidia, dalla gelosia, dal primeggiare e da altre cause, ma vuole che siamo e che formiamo un cuore solo e un’anima sola; vuole che facciamo Chiesa: l’Eucaristia la costituisce, la nutre, la anima, la vivifica, la guarisce, la santifica, la trasfigura e, in Essa, noi siamo costituiti, nutriti, animati, vivificati, guariti, santificati e trasfigurati.
È proprio nell’incontro eucaristico che scaturisce la sorgente della fraternità, della comunione di vita e della carità. Lì nasce l’amore che si vede, che dilaga, che diventa servizio gioioso ai poveri, ai bisognosi, ai malati, agli sfiduciati e agli indigenti; l’amore che tiene conto del modo di dare e di donare che vale più di ciò che si dà.
Non possiamo, carissimi, miei amati fratelli e sorelle del Cenacolo, mangiare il Corpo del Signore, celebrare l’Eucaristia e rimanere indifferenti alle necessità dei fratelli, chiusi nei loro confronti, senza vederli, senza salutarli, senza accoglierli, senza cercarli, senza servirli, senza circondarli della carità e dell’amore che scaturisce, come ben sapete, dal cuore di Cristo di cui l’Eucaristia è continuo dono di grazia, di bontà, di misericordia, di tenerezza e di grande gioia.
Pertanto anche noi tutti dobbiamo, con fede e con gioia, diventare pane e vino distribuiti: il pane spezzato donato nella carità di Cristo e il sangue del perdono, della misericordia e della compassione del Signore.
Carissimi, tanto preziosi al mio cuore sacerdotale, tutto il nostro vivere sia affidato all’azione potente dello Spirito Santo, tenendo sempre ben presente che dalla missione stupenda dello Spirito di Dio deriva l’incremento e la capacità della nostra fede e la vivacità della nostra carità; deriva il nostro vivere in Cristo, per Cristo e con Cristo; deriva la nostra consapevolezza di essere in Gesù nello Spirito Santo, creature preziose e meravigliose del Padre.
A Maria, “… Madre di chi ascolta la Parola di Dio e la mette in pratica” (Mt 12, 48-50: Mc 3, 34), affidiamo tutto il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione, le nostre famiglie e i malati, in questo cammino di fede, di speranza e di carità nella e con la Chiesa tutta. Dio è per noi e noi siamo per Lui; chi potrà mai separarci dal Suo amore per noi? Non dimentichiamo che il Signore ci ha fatti per Sé al punto che, se l’uomo non ha Dio, è nelle tenebre, è insoddisfatto, rimane incompiuto e irrealizzato, è immerso nella tristezza.
Pertanto, con sant’Agostino preghiamo così: “Signore, come è vero che ci hai fatti per Te e noi non siamo in pace se non quando riposiamo in Te” (Confessioni I 1).
Con fede vogliamo impegnare tutte le nostre forze nel credere che davvero Dio è amore, attualmente amore e solo amore. Lasciamoci sempre più da Lui conquistare, da Cristo Gesù trasfigurare e dallo Spirito Santo amare.

Don Adriano

 

MENSA DEI POVERI

Via Belfiore 12, Torino
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T 011 979 52 90

Aperto ogni domenica e festivi dalle 15 alle 18.
Don Adriano riceve il sabato dalle 6,30 alle 11. Segue celebrazione eucaristica.

Per partecipare alle celebrazioni a Casanova presiedute da don Adriano, è possibile prenotare il pullman telefonando a Michelina al numero 349.2238712. Partenza da Settimo T.se ore 13,00 – da Piazza Maria Ausiliatrice – Torino ore 13,45.