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Testimonianze 2017

Guarigione all’occhio

Il giorno 16 aprile 2017, giorno della Pasqua di nostro Signore Gesù, mia figlia mi telefonò comunicandomi che mio nipotino Giacomo di 10 anni, mentre giocava con un suo amico con delle pistole trovate come sorpresa nell’uovo di Pasqua, era stato colpito all’occhio destro da un proiettile alla distanza di un metro.
A seguito di un primo esame oculistico risultava che aveva perso varie diottrie e veniva evidenziata una macchia di sangue nell’occhio destro. Telefonai subito a don Adriano che iniziò a pregare per lui.
Il giorno dopo, il lunedì di pasquetta mi recai alla Casa di spiritualità di Casanova e don Adriano intensificò le preghiere. Dopo alcuni giorni il mio nipotino fu dimesso dall’ospedale perfettamente guarito: non c’era più traccia della macchia di sangue apparsa dopo l’incidente e aveva ricuperato tutte le diottrie. La vista dell’occhio destro era nuovamente di 10 decimi!

Lode e gloria a nostro Signore Gesù che ringrazio continuamente.
Grazie anche a don Adriano per le sue fervide ed efficaci preghiere.

Tumore al midollo

Da un po' di tempo sento l'esigenza di scrivere questo messaggio anche perché desidero far conoscere la mia testimonianza.
Cometutti su questa terra, vivo una vita travagliata dai mille affanni quotidiani, ma nonostante questo cerco di gioire per ogni alito di vento e per ogni raggio di sole, per questa vita che è così incredibilmente meravigliosa nonostante le preoccupazioni e gli affanni.
Poco più di un anno fa scoprimmo che mio padre, la persona che amo di più su questa terra, aveva un tumore al midollo; vi lascio immaginare mia mamma, mia sorella ed io cosa abbiamo vissuto sapendo che nostro padre doveva affrontare questo calvario, perché non sapevamo come sarebbe finita. Oltretutto io abito in Piemonte e poiché la mia famiglia invece è tutta in Veneto, ogni week end affrontavo il viaggio per stare vicino alla mia famiglia.
Iniziò per mio padre, e quindi anche per noi, un percorso molto difficile e doloroso fatto di chemioterapia molto forte in più cicli, cure che lo hanno fatto dimagrire anche di 10 kg in pochissime settimane, perdita di capelli e spesso, a causa dei molti dolori, voglia di moriree apatia verso la vita.
Un anno fa, in occasione di un pellegrinaggio, conobbi una persona meravigliosa che mi parlò di don Adriano Gennari e della sua missione tra i malati, i sofferenti e i poveri. Lacosa mi toccò subito in quanto anche mio padre si chiama Adriano,e questa coincidenza mi stupì. Così mi informai dove don Adriano celebrava la messa e per la prima volta partecipai alla celebrazione nella chiesa di san Martin in Aosta; era novembre dello scorso anno.Non conoscendo questa città, mi recai con fatica in chiesa e, durante l'adorazione eucaristica, mi sono sentita fortemente coinvolta tanto chenon potei trattenere il piantoe ovviamente intensificai la preghiera per mio padre chiedendo al Signore la forza di affrontare le difficoltà causate dalla malattia qualunque esse fossero. Comunque uscii dalla chiesa rigenerata, ma non sono riuscita a incontrare di persona don Adriano perché c’era molta gente e quindi pensai che sarebbe stato bene non sottrargli altro tempo per presentare la situazione di mio padre.
Intanto le cure procedevano sempre più dure e la forza era sempre meno, ma mia mamma, mia sorella e io riuscivamo a darci forza a vicenda; a volte una di noi cadeva in preda alla disperazione, ma le altre due erano pronte a sorreggerlae così passò del tempo.
Sempre grazie a questa amica sentii nuovamente l'esigenza di chiedere preghiere di intercessione perché si avvicinava il momento dell'autotrapianto, il più delicato della cura.Così una domenica di maggio andai nel Monastero di Casanova - Carmagnola.Inquell'occasione successe una cosa straordinaria: ero seduta al fondo verso l'uscita del chiostro interno e don Adriano, prima di iniziare la Messa si avvicinò, mi guardò, mi diede la mano e mi salutò come se avesse capito chi ero e perché ero lì.Piansinuovamente durante tutta la messa e l'adorazione, ma con commozione e una grandissima forza dentro.
Oggi mio padre sta bene; l’autotrapianto, con stupore di tutti, ha avuto successo. Non sappiamo se questa malattia tornerà fra un giorno, un anno o mai più, ma per ora ci godiamo ogni secondo di vita insieme.Ioringrazio don Adriano perché sono sicura che è merito della sua intercessione presso Dio, perché la forza che ho sentito dentro e che sono riuscita a trasmettere alla mia famiglia veniva da Dio tramite don Adriano, e perché in entrambe le occasioni, per ottenere il dono della guarigione, ha nominato il tumore che aveva mio padre.  
Mi sono venute in mente anche tutte quelle persone che ho conosciuto nel reparto dell’ospedale dove era ricoverato mio padre e dove anche molti ragazzi giovanierano sofferenti a causa della stessa malattia. Pertanto sento doveroso presentare al Signore anche loro per mezzo della preghiera.È mia intenzione continuare a partecipare alle celebrazioni eucaristiche in Aosta o nel Monastero di Casanova per ringraziare il Signore per questa grande guarigione, tenendo presente una frase che don Adriano disse e che è diventata mia: chiediamo a Dio il dono della guarigione perché è Lui che guarisce.È vero, io ho chiesto tantissimo al Signore e Lui mi ha elargito la sua grazia.

Ringrazio anche don Adriano per la sua forza, per la sua genuinità e per tutto il bene che fa per i sofferenti, i bisognosi e i malati.

Intolleranze alimentari

Alcuni mesi fa ho avuto un grave problema; si trattava di due intolleranze: quella al glutine e quella al lievito. Quella al glutine era molto grave e mi preoccupava molto; infatti, se azzardavo a mangiare cibi contenenti glutine stavo malissimo. Inoltre questa situazione creava anche qualche disagio a chi doveva cucinare.
Il medico mi disse che forse con i mesi la patologia si sarebbe almeno in parte arginata, ma che molto difficilmente si sarebbe risolta.
Io mi sono rivolta a don Adriano, ho spiegato la situazione e ho chiesto di pregare per me. Dopo solo due settimane, fiduciosa nell’efficacia delle preghiere di don Adriano, sentivo che il Signore sveva iniziato in me la guarigione per cui decisi di provare a riprendere a nutrirmi normalmente assumendo cibi di cui mi ero privata: pasta, pane, formaggio e qualsiasi altro alimento contenente glutine o lievito. Con stupore constatai che non avevo più alcuna intolleranza e, da quel momento, ho ripreso a stare bene.

Voglio rendere gloria e lode al Signore per avermi concesso la grazia della guarigione e ringraziare don Adriano per le sue intense preghiere di intercessione.
Allego alla presente documentazione medica.

Carmagnola, 3 luglio 2017

Tumore al pancreas

Ho 56 anni e vorrei raccontare la mia lunga storia, ma abbrevierò il tutto.
I miei problemi iniziarono nel mese di marzo 2015 con una visita insistentemente voluta da mio marito e da mio figlio semplicemente a causa della mia scarsa alimentazione. In pratica, secondo loro, non mi nutrivo a sufficienza e forse non avevano tutti i torti poiché pesavo 48 kg. e sono alta 170 cm.
Nel frattempo, da circa un anno avevo cominciato a partecipare alle celebrazioni di don Adriano e quando potevo mi recavo da lui anche solo per ricevere una benedizione o per una preghiera di intercessione.
Mi sottoposi alla visita del gastroenterologo il quale, dopo una lunga anamnesi, mi ordinò un lungo elenco di esami che feci nell’arco di tre mesi per esclusione.
Al termine di tutti questi esami, ero veramente stanca a causa dei dolori e di sofferenze fisiche indicibili; inoltre l’esame della PET e della TAC evidenziavano dei dati contrastanti. Allora consultai altri medici e mi sottoposi a nuove visite e ad altri esami; infine la diagnosi dell’oncologo fu: ‘carcinoma al pancreas’ e mi comunicò che in tale situazione avrei avuto al massimo ancora un anno di vita! mi sentii mancare; continuavo a dire che non era vero; mio marito piangeva e io sentivo di non esistere più. Però continuavo a partecipare alle celebrazioni di don Adriano nel Monastero di Casanova.
Mi affidai al Signore Gesù e rivolsi la mia preghiera all’intercessione di tutti i santi.
A novembre 2015 iniziai la chemioterapia recandomi a Milano ogni settimana.
Ancora ora continuo ad andare avanti e indietro, ma per altre cure. Sofferenza, dolori e paure erano all’ordine del giorno, ma qualcuno mi dava la forza di andare avanti. Andavo a lavorare con mio figlio per passare il tempo con lui e per godermi gli ultimi momenti della mia vita.
Tra i miei conoscenti si formò un gruppo di preghiera così grande che mi diede coraggio e speranza.
Feci la terza TAC, che si fa ogni due o tre mesi circa. Successivamente mi recai in ospedale appoggiata a mio figlio piangendo per la paura di conoscere l’esito dalla dottoressa che mi disse queste parole: “Signora, non ci spieghiamo nemmeno noi, ma questo è un miracolo; lei è guarita!”. Scoppiai in un pianto liberatorio incredula di fronte a questo risultato e ancora adesso non mi sembra vero.
Ora, anche se i medici mi proponessero di sottopormi alla chemioterapia di mantenimento per tutta la vita, la farei comunque con molta fiducia nel Signore perché per me è importante vivere intensamente il dono della vita.

Questa è la mia testimonianza: se si ha fede, Dio può concederci i suoi benefici.
Ringrazio il Signore per avermi concesso questa grande guarigione.
Un grazie particolare a don Adriano per le sue preghiere di intercessione e per il suo costante aiuto che non mi ha mai lasciato mancare.

Torino, 20/12/2016

Guarigione alla colecisti

Circa un mese fa ho avuto coliche addominali con febbre.
Dopo aver chiesto preghiere a don Adriano mi sono recata dal mio medico il quale mi ha richiesto di fare le analisi del sangue e un’ecografia addominale che ha evidenziato la presenza di calcoli tra il pancreas e la colecisti.
Il medico mi ha consigliato comunque di recarmi al pronto soccorso perché questa situazione poteva causarmi intossicazione da bile e conseguente ittero.
Mi recai al pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano di Torino dove sono stata trattenuta per tre giorni per fare tutti gli accertamenti del caso.
Intanto continuavo a telefonare a don Adriano che mi incoraggiava e mi chiedeva di stare serena e tranquilla assicurandomi le sue intense preghiere di intercessione e che mi avrebbe ricordata nelle celebrazioni eucaristiche.
Sono stata dimessa, ma, dopo una settimana, i medici mi fecero ricoverare per l’intervento chirurgico.
Prima dell’intervento mi rivolsi ancora a don Adriano che mi incoraggiò assicurandomi che avrebbe continuato a pregare per me.
La mia ripresa fu rapida tanto che dopo tre giorni dall’intervento fui dimessa e la dottoressa che mi seguì in ospedale mi disse: “Lei è protetta da Qualcuno perché la sua cistifellea, che dalle analisi precedenti risultava completamente compromessa, e quindi da asportare con urgenza, al momento dell’intervento appariva perfettamente sana”. Per ben tre volte i medici mi dissero: “Non abbiamo mai visto niente di simile”; al che io risposi sorridendo piena di contentezza.

Lodo e ringrazio Gesù e la Madonna alla quale mi sono affidata.
Ringrazio don Adriano per avere pregato tanto per me; le sue intercessioni hanno ottenuto dal Signore la mia completa guarigione.

Torino, 20 marzo 2017

Ictus cerebrale

Un sabato mattina di fine gennaio mi stavo recando al Monastero di Casanova - Carmagnola da don Adriano per chiedere preghiere come faccio frequentemente da quando l'ho conosciuto.

Mentre mi preparavo per uscire di casa, mi ha telefonato mio papà per dirmi che aveva portato mia mamma al pronto soccorso a causa di un forte mal di testa e di un formicolio alla mano. Ho fatto in tempo a prendere una foto di mia mamma e,prima di raggiungerla in ospedale, sono andata da non Adriano a chiedere una preghiera per lei.

A seguito di una tac risultò che il mal di testa era dovuto a un'emorragia cerebrale in atto, un ictus che via via le bloccava tutto il lato del corpo, braccio e gamba con disturbi visivi di linguaggio e difficoltà di deglutizione. La situazione appariva critica fin da subito. L'ematoma in testa era molto vasto e le lesioni causate dall'ictus, a detta dei medici, erano gravi al punto che difficilmente avrebbe potuto ottenere un recupero delle funzioni danneggiate. Non ho mai smesso di recarmi da non Adriano per chiedere preghiere intense per la guarigione di mia mamma e lui mi ha assicurato che l’avrebbe ricordata anche nella celebrazione eucaristica per ottenere dal Signore la grazia della guarigione.

Il riassorbimento dell'ematoma non è stato facile; purtroppo mia mamma aveva già altri problemi di salute, soprattutto a livello cardiaco, e pertanto non è stato semplice poterla trattare farmacologicamente. Tuttavia, seppur con tempi non brevi, siamo usciti dalla fase più critica e adesso, a distanza di due mesi, mia mamma èfinalmente pronta per iniziare un percorso riabilitativo. I medici erano molto perplessi in quanto temevano che potesse riportare gravi danni a livello neurologico; invece, dopo pochi giorni, tra lo stupore dei medici, mia mamma iniziava ad avere lievi e spontanei movimenti alla gamba paralizzata.

I medici stessi parlarono di miracolo. E' anche una grazia che non abbia mai perso conoscenza nonostante la criticità della situazione. Si è sempre mantenuta lucida, e, nonostante il percorso non sia ancora terminato, sono certa che i movimenti spontanei dell'arto fino a poco tempo fa paralizzato, siano un segno della guarigione in atto.

Ringrazio di cuore il Signore che ha esaudito le nostre insistenti preghiere e don Adriano al quale va tutta la mia più grande riconoscenza. Inoltre, un sabato mattina appena uscita dal Monastero, io e la mia amica siamo state vittime di un incidente d'auto, ma, nonostante i danni materiali, siamo uscite illese. Grazie al Signore che ci ha preservate dai danni alle persone. La preghiera ci ha protette davvero in questo grave incidente. È importante partecipare all’Eucaristia per intercedere per i sofferenti e per i malati chiedendo al Signore la grazia della guarigione.

Abbiamo rifiutato l’aborto

Ho aspettato tanto prima di scrivere questa testimonianza, ma la felicità che ora ho nel cuore non posso tenerla per me.La mia storia vorrei fosse di esempio a tante mamme che, come me, ci hanno creduto e hanno lottato. Partiamo dal principio. Nellavita, ringraziando il Signore, ho sempre avuto tutto: una bella famiglia, un'ottima posizione lavorativa, un bravo marito, ma non avevo Gesù e la fede nel cuore.
A giugno del 2011, io e il mio fidanzato ci siamo sposati e dopo circa due anni abbiamo deciso di avere un bambino. Purtroppo non arrivò subito, anzi è stato un calvario di visite e pianti. L'inseminazione era già programmata per la prima settimana di dicembre 2014. A ottobre 2014, uscendo dalla stazione della metropolitana incontrai una suora dolcissima che vedendomi triste mi chiese la motivazione e, dicendole il motivo di tanta angoscia, mi consigliò di cominciare a pregare.Non la ascoltai perché non credevo assolutamente ai miracoli, ma con l’insistenza di mia madre mi recai in chiesa. Ho sentito nel cuore un amore indescrivibile e pregai ma senza chiedere nulla, pregai e basta. Avevo capito che nella mia vita mancava qualcosa: la fede. Ora, la fede non mi fa sentire sola, perché Gesù è un amico al quale puoi dire tutto, e che ti ama incondizionatamente sopra ogni cosa.
Il miracolo arrivò il 21 novembre 2014. Ero incinta, ma senza nessuna inseminazione! Continuai a pregare, ormai la preghiera era diventatala mia forza, la mia speranza e parte della mia vita. La gravidanza procedeva a gonfie vele, nessuna nausea, nessun dolore, una felicità che cresceva ogni giorno;finché il 9 marzo 2015 arrivò il momento più importante: l'ecografia morfologica. Ricordo tutto di quella giornata, ogni minimo dettaglio.
La dottoressa incomincia l'ecografia; io e mio marito eravamo super felici e ansiosi di conoscere il sesso della nostra creatura e di sapere se stava bene. Ci disse che era una bambina, ma che aveva una malformazione alla colonna vertebrale. Fu una doccia fredda, un dolore e una tristezza nel cuore. Non potevamo crederci perché questa disgrazia vedeva come protagonista la nostra bambina. La dottoressa ci consigliò l'aborto terapeutico perché questa malformazione poteva essere collegata anche ad altre malformazioni che non erano ecograficamente rilevabili o comunque si sarebbero potute vedere solo più avanti quando sarebbe stato impossibile intervenire.
I medici programmarono l'interruzione di gravidanza per il 23 di marzo. Era da qualche giorno che avevo iniziato a sentire muovere la mia piccina. Passammo unanotte piangendo, noi e le nostre famiglie.Nonstavamo prendendo nessuna decisione, ma in realtà l'avevamo presa perché noi amavamo già la nostra bambina che era il frutto del nostro amore e abbiamo deciso di non abortire.
La mattina seguente ci recammo a Genova,al centro di medicina fetale dell’ospedale Gaslini, e chiedemmo ai medici di seguirci per tutta lagravidanza anche se fuori regione. Trovammo un professore che ci rincuorò e iniziò a prendersi cura di noi. Ci disse che la malformazione era presente e il problema riguardava la deambulazione della bambina e del midollo spinale che si sarebbe sviluppato totalmente entro la 33 settimana. Quindi un coinvolgimento neurologico ed ortopedico con due interventi sicuri alla nascita. Con il cuore a pezzi tornammo a Torino. Non avevo voglia neanche di comprare una tutina.Ero distrutta. Continuai a pregare emolte persone si sono unite alla mia preghiera per la mia bambina.
Nel mese di maggio mi recai nel Centro di ascolto e di preghiera di don Adriano e anche lui, con il suo Cenacolo, si è unito alla mia preghiera e mi ha assicurato che avrebbe ricordato la nostra bambina nella celebrazione eucaristica.
A 32 settimane i medici ci consigliarono di fare una risonanza magnetica fetale con la quale arrivò l'ennesima brutta notizia. Tra le vertebre L1 e L2 il midollo era spezzato, diviso in due, e ci diagnosticarono anche un'altra anomalia: la diastematomielia dì tipo 2. Impossibile descrivere l’ulteriore dolore e l'angoscia provata e che provo tuttora anche solo a raccontarlo.
La nostra odissea non era finita; ci recammo a Firenze presso l'ospedale Meyer dove il reparto di neurochirurgia è diretto da un professore eccellente che sicuramente poteva   darci il supporto necessario. Il 17 maggio durante questa visita i medici ci dissero che per avere un quadro clinico completo e decidere cosa fare,alla nascita la bambina avrebbero dovuto sottoporla ad una serie di esami.
Dovevo far nascere la mia piccola al Gaslini, ma il 22 luglio 2015, con 10 giorni di anticipo, la mia bambina ha voluto conoscere la sua mamma che tanto l'amava e con grandissimo stupore i sei pediatri/neonatologi, pronti a intervenire e presenti al parto,riscontrarono che la mia bambina era sanissima. La malformazione era presente, ma non collegata a nessuna sindrome come prospettato. Era vispa e con due occhioni grandi pronti a guardare tutto il mondo. Come programmato a Firenze il 26 ottobre 2015, ci recammo al Meyer per iniziare l'iter di esami al fine di escludere tutto il coinvolgimento neurologico.
Nel mese di ottobre don Adriano aveva intensificato la preghiera di intercessione presso il Signore chiedendo la grazia della guarigioneper una bambina che aveva problemi alla schiena. Io ho sentito forte dentro di me che si riferiva alla mia piccola; infatti andai a Firenze con uno spirito di grande serenità ancora prima di iniziare gli esami ai quali,a soli tre mesi, fu sottoposta in anestesia totale.
Imedici confrontarono la risonanza fetale con quella attuale e, con grande sorpresa,constatarono che la diastematomielia non era presente, il canale midollare era libero,mia figlia era sana e io potevo essere finalmente una mamma come tutte e non avere più quell'angoscia che ormai mi accompagnava da troppo tempo. L’esito degli esami ha confermato la guarigione ottenuta dall’infinito amore del Signore.
La bambina è stupenda; ora ha 17 mesi e cammina perfettamente, anzi corre! E' intelligentissima e simpaticissima! Ogni volta che vede un'immagine sacra manda i baci e fa il segno della croce. Ha davvero Gesù nello sguardo. Ora ci rechiamo a Firenze ogni anno per monitorare la situazione, e io spero che non debba fare neanche l'intervento di correzione per le vertebre.
Ho voluto scrivere questa testimonianza per tutte le mamme che, come me, hanno avuto fede, ma non solo, anche perché, grazie a mia figlia, tutti noi ci siamo convertiti ed evangelizzati: i miei genitori, i miei zii e tutta la famiglia. E' il nostro miracolo.
Il 5 settembre 2016 sono diventata di nuovo mamma di un'altra bambina. E' un po' faticoso perché c’èsolo un anno di differenza, ma il Signore non mi abbandona mai e mi ha donato una grande gioia nell’essere mamma una seconda volta.
Grazie a Gesù e grazie a don Adriano che mi hasostenuta con la sua intensa preghiera.
                    

Dolori alla spalla e depressione

Per tanti anni ho sofferto di un terribile e continuo dolore alla spalla: ho fatto molti esami e tante terapie, tutte inefficaci. Non si comprendeva bene l'origine del male, nonostante risonanze e tac. Si paventava una "malattia a rapida evolutività", dal momento che c'è stata una notevole sovrapproduzione ossea dello sterno/claveare. Tutta una serie di altri eventi inoltre mi aveva condotto verso una zona buia della mia esistenza, da cui non vedevo più luce né una via di uscita. Ero disperato e terribilmente depresso.
Una persona vicina a me, che ha sofferto moltissimo nella vita ha voluto con insistenza, per il mio bene fisico e spirituale, nonostante la mia iniziale e decisa riluttanza, che io conoscessi don Adriano.
Il mio ringraziamento va ad entrambi: hanno cambiato il corso della mia vita. Mi sono riavvicinato alla preghiera e a quella forza spirituale che è in grado di fare miracoli, e nella quale non credevo più. Il meccanismo che mi bloccava in quella morsa, dalla quale non riuscivo ad uscire, si è sbloccato, ed attraverso una nuova terapia la mia spalla è quasi del tutto guarita. Si sono chiuse alcune fasi buie del mio percorso e nuove porte si sono aperte verso una energia luminosa, inaspettata e meravigliosa.
La cosa più importante e bella, credo che non stia soltanto nella guarigione fisica, ma nell'inizio di quel cammino verso la luce dell'Amore infinito e misericordioso che entra nell'anima, e la ricolma di una forza, di una percezione e di una conoscenza nuova e indicibile.
Molti sono attratti da misteri, segreti esoterici, magie; sono alla ricerca di chissà quali sconosciute conoscenze e tesori, ma tutto invece è così semplice e vicino. Io ho avuto la gioia di comprendere e vivere davvero quello che si legge spesso nella sacra Bibbia e cioè, quando tutto appare perduto, e ti trovi nello smarrimento senza via di uscita, senti nell’intimo della tua vita la presenza del Signore che ti illumina, ti guida e mai ti abbandona. È importante pertanto aprire il proprio cuore, e perseverare in questo percorso di fede e di speranza confidando nella grazia del Signore da cui riceviamo quel bene che ci edifica, che ci sostiene e ci santifica per continuare sulla via tracciata dal Signore e continuare il nostro cammino di conversione.
Pertanto è importante rivolgere sempre il nostro sguardo e le nostre preghiere a Gesù, allo Spirito Santo e alla Vergine Maria perché nella vita, piena di tanti eventi, di sacrifici e di scelte spesso molto difficili, possiamo ottenere in dono fiducia, speranza e l’aiuto di cui abbiamo sempre tanto bisogno.
Ringrazio il Signore per tutto il bene che ho ricevuto e che certamente ancora riceverò partecipando alle celebrazioni eucaristiche. Inoltre lo ringrazio perché, entrando nella mia vita, ha dato una decisiva svolta alla mia conversione che mi sostiene e mi fa crescere sempre di più spiritualmente con il suo amore infinito.  







Complicazioni post operatorie

Il 28 settembre 2016 mio marito ha subito un’operazione di protesi al ginocchio sinistro. L'intervento è durato circa 2 ore e si concluse con qualche problema di lieve importanza. Mio marito è tornato in camera perfettamente cosciente, parlando e ragionando in modo corretto, ma, verso le 17, il battito cardiaco ha cominciato a oscillare sino a quando è sceso sotto i 40 battiti al minuto. L'infermiera di turno ha finalmente deciso di chiamare l'anestesista pervalutare la modalità di soccorso in quanto mio marito è cardiopatico e portatore di 3 bay-pass. I medici decidono di somministrargli una dose di glucosio e, dopo pochiminuti, la fibrillazione si è ristabilita; il pericolo sembrava passato, ma alle 20,30 il problema si ripresentava; gli veniva somministrata un’altra dose di glucosio per cuila fibrillazione rientra nella normalità, ma mio marito comincia a dare segni di allucinazioni che,più il tempo passa e più si accentuano.
Ci rivolgiamo agli infermieri che ci rassicurano dicendo che questo inconveniente può durare due o tre ore ed è quasi normale che si verifichi in seguito all'anestesia.
Passano ben tre giorni in questa situazione che peggiora sempre di più; praticamente erano pochissimi i momenti che non aveva le allucinazionie in tutto quel tempo non ha mai potuto dormire, e questo non lo ha aiutato di certo. Ero ormai convinta che non avrebbe più recuperato la sua vita normale.
Il sabato mattina, ero disperata e molto preoccupata per cui ho contattato per telefono don Adriano chiedendogli di aiutarlo con la sua preghiera di intercessione; lui, molto serenamente, mi diss eche si sarebbe attivato subito chiedendomi di pregare con lui. In quel momento ero uscita dall’ospedale per prendere alcune cose ed ero in mezzo al mercato, ma la motivazione è stata talmente forte che non ho pensato più a nulla ed ho incominciato a pregare sentendomi sempre più serena. Ne lfrattempo, erano circa le 12, sono rientrata in ospedale e, mio marito, tornato dalla fisioterapia, si era addormentato; al suo risveglio, dopo qualche ora,era perfettamente cosciente! Si ricordava delle allucinazioni così come le ricorda ancora oggi commentandole sbigottito.
Ringrazio il Signore per il suo potente e misericordioso aiuto che ci ha dato.
Grazie anche a don Adriano che, pregando il Signore, ha interceduto per noi e ci ha fatto capire quanto è miracolosa la mano e la compassione di Dio.
Allegata documentazione medica.







Bruno Poy, ricordo di un uomo gentile

Il 24 agosto 2016 un amico fraterno, per me un padre, Bruno Poy di Vercelli, avvocato epolitico italiano, rientrò dalle ferie una settimana in anticipo. Avvertiva dolori nella zona lombare,il suo viso si era fatto giallastro. Subito si pensò a calcoli renali. Si trattava però di un cancro alle vie biliari, ritenuto inoperabile. A settembre i primi ricoveri al ‘Mauriziano’ di Torino: un andirivieni di sette mesi, in una disperata lotta a colpi di stent protesici contro i valori altissimi di una bilirubina che impedì la chemioterapia. Dopo Natale, la situazione degenerò.
Gli parlai di due sacerdoti speciali che mi avevano sostenuto nella fede in momenti difficilissimi. Volle incontrarli. Il primo fu don Vincenzo Macchioda: venne subito in ospedale recandogli il conforto del Signore.
Il secondo è don Adriano Gennari che, già in passato,da potente intercessore qual è presso Gesù, mi aveva aiutato. Pregò su Bruno. Tutti noi presenti avvertimmo un gran calore fuori e dentro, quando invocò con potenza lo Spirito Santo e pregò la Madonna. “Costui è un santo. Ho sentito il suo profumo appena è entrato”, mi disse Bruno, in disparte. Don Adriano lo prese a cuore, andò a trovarlo spesso, pregando per lui e telefonandogli ogni giorno con parole che sanno di amore di Dio grazie alle quali Bruno lottò e si affidò al Signore ancor più intensamente, tornando persino al lavoro sino all’ultimo. Desiderava guarire e spendere il resto della sua esistenza per i più disagiati. Era un uomo di grande fede, buono e generoso, che in quasi 40 anni di carriera aveva patrocinato cause di decine di indigenti gratuitamente, spinto solo da un innato senso di giustizia. Faceva persino dormire i senzatetto nei locali del suo studio legale in centro a Vercelli, dandogli anche da mangiare; li voleva sempre al suo tavolo, nonostante per la gente fosse l’avvocato di grido dei ricchi, potenti e famosi.
Domenica 12 marzo fu la sua ultima messa, la seconda officiata da don Adriano cui assistette in vita sua. La sua unica volta al Monastero Abbaziale di Casanova, proprio nella solennità della Trasfigurazione: un segno del Cielo. Pregò, si comunicò, pianse. Partì alla volta del Padre alle idi di marzo, il 15 di quel mese. Lascia la moglie Monica, donna operosa e innamorata di Dio, e un figlio seminarista che svolge anche il suo servizio di volontariato al Cottolengo che chiamò Caio (come il Santo Papa patrono di Palazzolo Vercellese, di cui fu più volte sindaco).
Grazie alle preghiere di don Adriano, ha avuto una degenza serena. Se n’è andato senza soffrire, in grazia di Dio,così come ha sempre vissuto. E questo è il miracolo più grande. Il secondo? Dopo la sua malattia, ho iniziato un cammino di fede accanto a don Adriano, mettendo al servizio della sua missione la mia attività di giornalista. Grazie,Gesù!
Il 21 giugno prossimo Bruno avrebbe compiuto 62 anni; al posto delle candeline, questa volta ci sarà la Luce del Signore. Buon compleanno, amico vero. Amico sincero.

Maurizio Scandurra

Torino, 07/05/2017

Polipo sospetto

Nel mese di agosto del 2016 ho cominciato ad avere problemi di salute: perdevo peso, avevo poco appetito e, dopo approfonditi esami di gastroscopia e di endoscopia a cui mi sono sottoposto nel mese di agosto, i medici riscontrarono che avevo un polipo sospetto di grandi dimensioni nell’intestino. Questa diagnosi mi diede molta preoccupazione.
Da alcuni anni io partecipavo con la mia famiglia alle celebrazioni eucaristiche del martedì sera nel Monastero di Casanova. In quel momento difficile e preoccupante cominciai a pregare con maggiore intensità e a recarmi al sabato al Centro di ascolto e di preghiera da don Adriano al quale ho esposto il mio problema per chiedergli preghiere di intercessione per me.
Don Adriano imponendo le sue mani su di me, ha invocato la potenza dello Spirito Santo invitandomi a pregare con lui.
Nel mese di settembre 2016 i chirurghi decisero di operarmi e, dopo l’intervento, mi dissero che il polipo che mi avevano asportato era preoccupanteper cui era necessario attendere gli esiti dell’esame istologico per poter decidere se dovevo sottopormi alla chemioterapia.
Intanto io continuavo a partecipare assiduamente alla s. Messa del sabato e alle preghiere di don Adriano.
Quando i medici esaminarono gli esiti dell’esame istologico, con grande stupore mi dissero che non erano state riscontrate cellule cancerogene delle quali si sospettava, e quindi che ero guarito.
Ora io mi sento bene e ho ripreso il mio vivere nella normalità.
Ringrazio di cuore il Signore che non mi ha abbandonato in un momento di grande difficoltà e preoccupazione.
Ringrazio don Adriano che con la preghiera mi ha dato forza, coraggio e fiducia nel Signore.
Allego documentazione medica.

Problemi di lavoro

Dopo aver conseguito una specializzazione post-laurea si era aperta in me la speranza di poter iniziare di lì a poco un nuovo lavoro. Allora, era il 2012, avevo già un impiego part-time che dava però poca soddisfazione e nessuna prospettiva per il futuro. Ben presto l’entusiasmo lasciava il posto a scoraggiamento e delusione perché ogni curriculum inviato sembrava gettato in mare: nessuna chiamata, nessun riscontro. Di questo mio disagio avevo reso partecipe don Adriano, andando al Centro ascolto e di preghiera; lui pregava per me e mi incoraggiava a perseverare nella preghiera, fidandomi di Gesù.
Nel novembre 2014 iniziai a partecipare alle celebrazioni del primo venerdì del mese, provando un’armonia e una gioia che mi davano la forza per insistere nella ricerca di un lavoro. Nel gennaio del 2015 è arrivata finalmente una chiamata; sembrava aprirsi la prospettiva di un cambio di lavoro, ma era purtroppo un’illusione. Nel corso dei mesi quell’impiego si era rivelato del tutto precario e con datori di lavoro inaffidabili.
Nuovamente era subentrato in me lo sconforto per una situazione che sembrava senza via d’uscita. Avevo ripreso a mandare curriculum e continuavo a recarmi da don Adriano, affidandomi alle sue preghiere di intercessione.  
In uno di questi incontri, era il giugno 2015, don Adriano fece una preghiera su di me particolarmente intensa, in cui chiese a Gesù di sbloccare questa situazione invocando la potenza dello Spirito Santo affinché potessi trovare il lavoro in maniera ‘definitiva’.
Dopo qualche giorno un’agenzia di selezione mi contattò per una proposta di lavoro in un’azienda. Stavolta un lavoro vero, serio e con mansioni idonee alla mia professionalità. Finalmente la porta era stata aperta. Da allora è trascorso poco più di un anno e la mia vita è effettivamente cambiata arricchendosi di stimoli e di entusiasmi nuovi.
Ringrazio di cuore Gesù perché senza il suo intervento amoroso nulla sarebbe stato possibile. Ringrazio anche don Adriano per aver sollecitato fortemente questo intervento di Dio e per avermi trasmesso pazienza, serenità e fiducia.
Torino 20 febbraio 2017

Cisti sulla retina dell'occhio destro

All'inizio dell'anno 2016, a causa di un repentino abbassamento della vista, andai in un negozio di ottica per un controllo ed eventualmente fare un paio di occhiali. Dopo un attento esame l'ottico mi disse che secondo lui non bastava fare gli occhiali ma avrei dovuto fare una visita più approfondita in quanto poteva esserci qualcosa d'altro. A seguito di una lastra veniva evidenziata una cisti sulla retina dell'occhio destro. Premetto che anni addietro ero stato colpito da un pezzo di metallo proprio all'occhio destro ma io non avevo dato importanza alla cosa più di tanto. Lo specialista mi disse subito che non era assolutamente possibile asportarla e che l'unica soluzione era di effettuare una serie di punture nell'occhio per tentare di fermare la crescita di questa cisti. Non era possibile altro, secondo lui.
Nel frattempo, con mia moglie e con molte altre persone, frequentavo e continuo a frequentarele celebrazioni del Cenacolo Eucaristico nel Monasterodi Casanova ogni martedì sera.Ognivolta, terminata la messa,quando don Adriano, durante l'Adorazione nella preghiera di guarigione, intercede per chiedere al Signore anche la guarigione degli occhiio,con tanta fiducia e con tanta umiltà,mi metto sempre le mani sugli occhi sapendo che a Dio nulla è impossibile, e se vuole può guarirmi. E Dio non delude mai i suoi figli!
Giovedì scorso sono andato al controllo dall’oculista e, dopo avermi fatto una lastra,il medico molto stupito mi dice: "Io non so cosa dire, ma la ciste non c'è più! E' scomparsa! E ciò è inspiegabile!". Certo,è inspiegabile per chi non crede, ma chi crede e si affida al Signore Gesù, sa che nulla è impossibile a Dio!
Grazie, gloria e lode al nostro Signore Gesù, grande medico, che non ha nessun limite e per Lui non ci sono ostacoli!
Ringrazio don Adriano per le preghiere di intercessione e tutti coloro che con amore fraterno hanno pregato per me e continuano a pregare. Amen.
None, 16/11/2016
(Allego documentazione con lastre radiografiche)

Neoformazione alla corda vocale

Mi chiamo Gianni Chiappino. Nell'anno 2012, in seguito a disturbi persistenti alla gola,ho effettuato una visita O.R.L. Lo specialista dopo attenta valutazione in fibroscopiaha riscontrato una neoformazione alla corda vocale SX di recente formazione, ma già invalidante nella fonetica.
Il medico era propenso ad operare urgentemente per ridurre l'invasività e la conseguente compromissione dell'apparato fonetico.
Nella triste situazione emotiva, ho effettuato gli accertamenti diagnostici di routine,tra cui la lastra al torace. Nell'attesa degli esiti dei suddetti esami, sono stato anticipatamente convocato dallo specialista il quale mi comunicava che era stata riscontrata una massa al polmone di natura da determinare. Quindi su un quadro clinico che già mi preoccupava, si aggiunse un’incognita terribile.
Ero disperato, e parlando con un amico della mia situazione, mi invitava a rivolgermi a don Adriano Gennari presso il monastero di Casanova. Mi recai da lui nei giorni seguenti. Don Adriano invocò la benedizione del Signore su di me, mi diede conforto e rassicurazione su tutto ciò che dovevo affrontare: accertamenti ulteriori e intervento.
L’amore infinito di Dio ha operato in me. Le preghiere intense di don Adriano e le mie hanno strappato al cuore di Gesù il dono della guarigione.
Nei giorni successivi, ho approfondito le indagini compresa la T.A.C., per valutare nel dettaglio ciò che era stato riscontrato nelle radiografie.
Con stupore mio e del chirurgo non si evidenziava più alcuna massa al polmone, e la neoformazione alla corda vocale risultava di poco impegno chirurgico.
Il 21-12-2012 affrontavo l'operazione serenamente, affidando tutto l'esito a Dio e alla Madonna. Nel periodo post chirurgico si ripristinava la parola senza compromissioni.
Ringrazio Dio, la Madonna che ho tanto pregato e che continuo a pregare. Grazie anche a Don Adriano che con tanta devozione ha chiesto con me la grazia della guarigione pregando, pregando intensamente con fede e speranza.
Ultimamente, come ringraziamento e con devozione ho cantato come voce solista, durante la messa dell’8 dicembre 2016 presso il Monastero di Casanova, un canto alla Madonna e ho testimoniato pubblicamente.
Grazie ancora.

Dolori alle gambe

Ringrazio il Signore mio Dio per averci donato don Adriano.
È stata una grazia aver conosciuto don Adriano e di poter partecipare alle celebrazioni da lui presiedute con il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione nel quale ho incontrato tante persone che mi vogliono bene. Io mi sento amata quando mi trovo in preghiera nel Cenacolo e una grande pace mi avvolge. Pertanto sento il dovere di esprimere la seguente testimonianza.
Da circa due anni avevo problemi alle gambe che erano gonfie e camminavo con fatica a causa dei continui dolori.
Tuttavia già da tempo mi recavo e mi reco ancora ogni lunedì alla mensa dei poveri di via Belfiore 12 in Torino dove svolgo il mio servizio di volontariato che considero un dono del Signore e che cerco di compiere con dedizione per amore a Dio. Di solito andavo in auto con altri volontari, ma ultimamente questi non hanno più potuto venire. Per continuare questo servizio dovevo prendere un pullman, il treno e poi il tram; ho comunque continuato.
Un lunedì, appena scesa dal treno, ho incontrato una volontaria che già conoscevo che aveva l'automobile e che, come me, prestava servizio alla mensa; da quel momento mi ha sempre accompagnata dalla stazione fino alla mensa.
Una sera mi venne un forte dolore alla gamba sinistra tanto che non la potevo più muovere. I miei figli e le mie nipoti mi invitarono con insistenza a recarmi al pronto soccorso. La mia risposta è stata quella di confidare nel Signore chiedendo il dono del suo intervento miracoloso. Poiché in casa avevo dell'acqua benedetta la usai come medicamento. Intanto dal cuore mi nasceva una preghiera spontanea chiedendo al Signore di guarirmi  affinché io potessi ancora servirlo nei poveri che attendavano anche il mio servizio. La mia preghiera è stata esaudita; tant'è vero che poco tempo dopo non sentivo più alcun dolore e il gonfiore alle gambe è scomparso.
Ringrazio il Signore Gesù mio Dio; gli chiedo di non lasciarmi mai sola e di accompagnarmi sempre perché io voglio stare sempre con lui.
Un grande grazie a don Adriano per le sue preghiere di intercessione per tutti i sofferenti e i malati e per le sue coinvolgenti celebrazioni. Chiedo al Signore di proteggerlo sempre.

Intervento al fegato e al pancreas

Sono un povero medico che esercita la professione da 31 anni e da oltre 20 anni ho compreso che il vero medico dei corpi e delle anime è il Signore Dio onnipotente che opera tramite suo Figlio Gesù, Maria sua madre, e tutti noi concorriamo a completare con il nostro operato i suoi progetti.
Ho avuto inoltre la conferma di tutto ciò tramite l’intervento chirurgico subito da mia madre di 84 anni molto malata di cuore.
Prima dell’intervento, mia madre era molto preoccupata e, non riuscendo a tranquillizzarla, chiamai telefonicamente don Adriano informandolo sulla situazione che stavamo affrontando. Lui parlò telefonicamente a mia madre; pregò per lei invocando lo Spirito Santo, la benedisse e la rassicurò dicendole che avrebbe continuato a pregare per lei durante le celebrazioni eucaristiche.
Quando mia madre entrò in sala operatoria era serena e tranquilla.  
L’intervento eseguito sul fegato e sul pancreas è stato difficile; è durato quasi quattro ore, con valori altissimi di amilasi da 150 fino a 8000.
Il giorno successivo all’intervento mia mamma ha sentito un caldo fortissimo in tutto il corpo, lei che ha sempre freddo. Stava malissimo e sembrava che peggiorasse.
Ma il giorno seguente i valori del sangue si sono normalizzati e si è ripresa completamente. Da medico, non posso spiegarmi la guarigione di mia madre se non attraverso l’intervento di Dio; quel Dio che si è fatto piccolo per noi, che ci ama di un amore infinito. Per questo lo ringrazio continuamente.
Ringrazio anche don Adriano al quale chiedo di continuare a pregare per noi.

Embolia polmonare

Desidero dare testimonianza dell’immenso amore di Dio che ci abbraccia sempre, ci aiuta ci guarisce e non ci lascia mai soli.
Mia nipote di 24 anni, il giorno 24 gennaio 2016, dopo pranzo, all’improvviso, percepì un dolore fortissimo alla parte destra della schiena. Verso le ore 15, siccome il dolore continuava ad aumentare, e anche a seguito mia insistenza, si è recata al pronto soccorso nel nostro ospedale. È stata quasi subito visitata, sono stati fatti gli esami necessari e la diagnosi è stata: dolore intercostale, da alleviare con compresse di tachipirina.
Tornata a casa il dolore continuava sempre più forte. Ancora in seguito alla mia insistenza e preoccupazione, mia nipote alle 19,30 ritornò nuovamente al pronto soccorso. L’infermiera del triage la invitò nuovamente a prendere la tachipirina e le disse che ci voleva un po’ di tempo perché il dolore si attenuasse.  Mia nipote, tornata a casa, trascorse la notte seduta sul divano non potendo assolutamente distendersi a causa del dolore sempre più forte.
Io avevo già chiesto aiuto a Gesù e alla nostra mamma Maria fiduciosa nel loro aiuto e ho continuato a pregare.
Il mattino seguente la nostra dottoressa di famiglia venne a visitare mia nipote e si rese subito conto della gravità della situazione. Prese visione degli esami eseguiti il giorno prima e si accorse che non erano nella norma, ma al pronto soccorso non se ne erano accorti probabilmente a causa della superficialità. Immediatamente mia nipote è stata nuovamente accompagnata in ospedale dove incontrammo il medico che l’aveva visitata il giorno prima. Vedendoci si spazientì e prima di provvedere ad effettuare la TC che era stata richiesta dalla nostra dottoressa, ci disse che invadevamo le sue competenze e di fare i parenti e basta.
Eseguita la TC, la diagnosi fu: embolia polmonare e paralisi al polmone destro. Subito chiesi aiuto a don Adriano perché pregasse e intercedesse per la ragazza. Anche altre persone mie amiche, venute a conoscenza della situazione, e altri gruppi di preghiera pregarono per mia nipote.
Dopo una settimana di ricovero in ospedale, è stata dimessa con il polmone destro bloccato e doveva anche espellere dalla bocca grumi di sangue; continuava le cure e intanto si intensificarono anche le preghiere. Ogni tre o quattro giorni la ragazza si recava dalla nostra dottoressa per controllare il polmone che, piano piano, riprese a funzionare continuando le cure prescritte. Poi è stata seguita da uno specialista dell’ospedale Molinette e da una pneumologa.
Anche le preghiere continuavano.
Al controllo dell’11/08/2016 all’ospedale Molinette, la dottoressa che la curava non le rinnovò il piano terapeutico perché riscontrò che era guarita e confermò di sospendere tutte le terapie.
Il 25 novembre 2016 anche la pneumologa confermò che tutto andava bene e che l’avrebbe rivista per un controllo fra un anno.
Rendo grazie al Signore per aver esaudito le preghiere e per averci fatto il dono della guarigione. Ringrazio pure don Adriano per le sue intense preghiere.
Davvero il Signore si prende cura dei sofferenti ascoltando le loro preghiere.
    
Allego documentazione medica.

Scompenso cardiaco

L’11 ottobre 2015 ho partecipato alla s. messa presieduta da don Adriano nel Monastero di Casanova (Carmagnola).
Quel giorno la preghiera, raccolta e sincera, mi ha riempita di gioia e di serenità per cui quando mi è possibile continuo e continuerò a partecipare alle celebrazioni eucaristiche.
Al termine della messa, durante l’adorazione eucaristica e le preghiere di intercessione, don Adriano pregò per la guarigione di una persona che ha degli scompensi al cuore.
Subito pensai che anch’io soffro di questa patologia.
Successivamente non ebbi più la possibilità di partecipare alle funzioni perché a mio marito, invalido al 100%, che era ricoverato in una struttura nella quale era ben assistito, venne riscontrato un tumore gravissimo tanto che, da quando i medici lo scoprirono, visse ancora un mese. Il 24 novembre 2015 il Signore lo chiamò a sé.
Ho fatto tutto quanto mi fu possibile sia come moglie che come mamma in quanto anche i miei figli passarono un tempo in cui avevano problemi di salute e pertanto dovetti recarmi più volte negli ospedali e dai medici; ho dovuto fare tutto da sola perché non avevo l’aiuto di nessuno. Inoltre il 2 luglio sono stata ricoverata una settimana in ospedale per un intervento alla vena aorta. Dopo l’intervento i medici mi consigliarono di stare a riposo, ma io, a causa delle gravi condizioni di mio marito, non potevo assolutamente fermarmi.
Nonostante tutto ho potuto assistere mio marito fino alla fine della sua vita. Solo allora mi sono resa conto che quella preghiera di don Adriano era proprio riferita a me. Ora sto bene e farò un controllo a febbraio 2017.
Rendo grazie al Signore Gesù, alla Madonna e allo Spirito Santo che non mi hanno mai abbandonata.
Ringrazio don Adriano e il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione per le molte preghiere che mi hanno dato forza nei momenti difficili.

Diverticoli, calcoli e pancreatite

Alcuni mesi fa mia madre è venuta a Milano per fare una colonscopia al fine di verificare la presenza di diverticolosi e per asportare i polipi evidenziati in una colonscopia virtuale precedente. Aveva cominciato a soffrire a marzo 2014 per notevoli disturbi al basso ventre ed era dimagrita di circa 10 kg.

Il 4 novembre 2015 è stata ricoverata d'urgenza al Policlinico di Milano per un forte attacco di pancreatite; un calcolo si era spostato dalla cistifellea al coledoco causandole gravi problemi. Nonostante la presenza dei calcoli alla cistifellea fino a quel momento non si erano manifestati sintomi. Dopo l'asportazione del calcolo al coledoco mia madre ha subito un intervento alla colecisti in laparoscopia. Durante l'asportazione della cistifellea però è stato "pizzicato" il fegato e si è verificata una grave emorragia apparentemente chiusa durante l'operazione. In realtà il fegato era rimasto come "graffiato" e nei giorni successivi un grave calo di emoglobina ha evidenziato che l'emorragia non era stata fermata. I dottori sono quindi intervenuti una terza volta per fermare l'emorragia tramite embolizzazione, lasciando però un ematoma di grande estensione.

Sono stati dei giorni molto difficili durante i quali ho telefonato a una suora per chiederle di pregare per mia madre e per me affinché trovassi la forza di affrontare questo grave momento. La suora mi ha riferito di aver chiesto subito a don Adrianointense preghiere assicurandomi che le sue intercessioni sono molto efficaci.

Durante la notte avevo paura che mi chiamassero dall'ospedale per dirmi che mia madre non era riuscita a superare le complicazioni. Nei momenti più difficili, quando pensavo di non farcela, arrivava sempre un messaggio della suora che mi infondeva coraggio e fiducia nel Signore.

Adesso, dopo sei mesi, finalmente l'ematoma al fegato è riassorbito, e inoltre durante la colonscopia reale, non sono stati evidenziati né i polipi né i diverticoli ma soltanto delle emorroidi.

Io sono certa che la guarigione di mia madre non sia stata un evento normale. Il dottore che ha controllato l'ematoma al fegato, solo quando è guarita ci ha detto che il caso della mia mamma era disperato. Né l'ematoma, né i diverticoli, né i polipi sono stati trattati con medicine o interventi chirurgici. Penso che la mia mamma sia stata guarita dalla preghiera anche perché la guarigione ha portato nel suo cuore la serenità del Signore, frutto della potenza della preghiera.

Avevo il sentore della morte intorno a me, ma in me si è manifestata una forza positiva che veniva certamente dall'amore del Signore; pertanto ero consapevole di non essere sola. Di conseguenza ho avuto la certezza che, tramite la preghiera di don Adriano e della suora il Signore ha esaudito la mia richiesta di guarigione.

Ringrazio il Signore, don Adrianoe tutto il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazioneperché sento che è doveroso dare testimonianza per questa meravigliosa guarigione. Spero di incontrare presto don Adriano per ringraziarlo di persona e raccontargli come il Signore ha salvato non solo la vita della mia mamma, ma anche la serenità di tutta la mia famiglia.

Metastasi alla colonna vertebrale

L’anno scorso (2015) è iniziato il nostro calvario perché mia mamma, dopo anni di dolori a una spalla, ha scoperto di essere piena di metastasi alla schiena, alla spina dorsale, alla cervicale e alle spalle.

Nel mese di febbraio 2016 abbiamo iniziato un periodo di corse verso l’ospedale per ricoveri e per chemioterapie. La situazione era molto seria. Così abbiamo deciso di accompagnare mia madre da don Adriano essendo noi credenti e avendo già sperimentato le grazie e le gioie che si ricevono in dono partecipando alle celebrazioni eucaristiche presiedute da don Adriano con preghiere di guarigione.

Ogni volta che don Adriano passava con il Gesù Eucaristia in mezzo all’assemblea, mia madre stava malissimo, non riusciva più a stare in piedi e il dolore si accentuava. Io e mia sorella speravamo che fosse un segno del Signore e quindi positivo perché non ci spiegavamo questo mistero.

Dopo poco tempo mia madre era peggiorata a causa della polmonite ed è stata nuovamente ricoverata in ospedale. Ha dovuto sospendere la chemioterapia perché era troppo debole e per respirare è stata costretta ad usare la bombola dell’ossigeno 24 ore su 24 per riossigenare i suoi polmoni.

È tornata a casa dall’ospedale in condizioni pessime con il referto patologico disastroso dei medici. Ma è stato proprio da questo momento che lei ha iniziato miracolosamente il suo processo di guarigione. Pertanto, appena è migliorata abbiamo pensato di accompagnarla al sabato da don Adriano per chiedere intense preghiere su di lei e benedizioni dal Signore.

Con sorpresa, nel giro di un mese, ha ripreso a camminare, a cucinare, a non usare più l’ossigeno, a sentirsi liberata dalla malattia che prima l’affliggeva.

Un mese fa ha ripetuto esami accurati: la RM e la PET per valutare se ricominciare o meno la chemioterapia. Ma, con meraviglia e gioia immensa per noi tutti, gli esiti degli esami non evidenziavano più le metastasi. I dottori, sorpresi da tale fenomeno, hanno dichiarato che non c’era più bisogno di chemioterapia; siamo passati dalla tristezza alla gioia perché abbiamo ottenuto il dono della guarigione per mezzo della potenza dell’amore di Dio.

Grazie a don Adriano che, pregando il Signore, intercede anche per noi e ci aiuta a capire quanto grande, potente e miracolosa è la mano di Dio, di Gesù Cristo nostro Signore e l’opera meravigliosa dello Spirito Santo.

Allegata documentazione medica.   

MENSA DEI POVERI

Via Belfiore 12, Torino
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Distribuzione pasti freddi:
domenica e festivi - mattina (ore 9-12).
Tutto l'anno

Distribuzione pacchi famiglia:
mercoledì pomeriggio dalle 14 alle 16

Mensa preserale calda:
dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19

CENTRO DI ASCOLTO

Corso Regina Margherita 190
10152 Torino
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T 011 4377070
info@cenacoloeucaristico.it

Orario di ricevimento:
Lunedì dalle 7,30 alle 10,30
Giovedì dalle 13,30 alle 17,00

CASA DI SPIRITUALITÀ

Monastero Abbaziale Cistercense di Casanova. Carmagnola (Torino)
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T 011 979 52 90

Aperto ogni domenica e festivi dalle 15 alle 18.
Don Adriano riceve il sabato dalle 6,30 alle 11. Segue celebrazione eucaristica.

Per partecipare alle celebrazioni a Casanova, presiedute da don Adriano, è possibile prenotare il pullman telefonando a Michelina n° 3492238712. Partenza da Settimo T.se ore 13,00 – da Piazza Maria Ausiliatrice – Torino ore 13,45.