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Testimonianze 2018

Guarigione spirituale

Solo oggi, dopo circa sei anni ,ho deciso di scrivere la mia testimonianza. Mi dispiace aver lasciato passare tanto tempo, ma ogni cosa ha il suo momento, anche per essere raccontata.
L'infanzia e l'adolescenza sono stati per me periodi molto difficili acausa di diversi problemi familiari che non ero in grado di sostenere; sono cresciuta senza punti di riferimento, ma non ne faccio più una colpa ai miei genitori perché hanno fatto come e quanto hanno potuto. Commettiamo tutti degli errori! Comunque io crescevo ed ero sempre più spaventata perché la vita andava avanti ed io non sapevo dove andare e cosa fare; non avevo assunto i valori importanti che ti fanno prendere in mano la tua vita, che ti spronano a fare delle scelte; ero in balia del vento che tirava sempre più forte. Non mi ero costruita un'identità, avevo solo tanta paura di sbagliare, anzi, avevo paura di tutto.
Però ho sempre sentito Gesù molto vicino a me; parlavo con Lui fin da piccina, pur non avendo avuto né educazione né tradizione di tipo cristiano e cattolico.
Nel marasma della vita ho preso strade sbagliate, ma grazie al cielo non sono andata fino in fondo. Ho iniziato con il primo spinello, poi il primo cocktail con gli amici. Un altro spinello e un bicchiere di vino... Ho iniziato all'età di 15 o 16 anni e ho smesso all'età di 32. Non ho mai usato droghe pesanti, ma quelle che vengono definite leggere sono comunque sostanze che alterano in maniera orribile, se poi unite all'alcool diventano una bomba che non solo ti distrugge il fisico, ma ti allontana da tutto, non ti lascia vivere la realtà, ti incatena in un mondo parallelo e tu pensi solo a quando accenderti il prossimo spinello.
Ero tanto arrabbiata con Dio; a volte andavo davanti alla chiesa, mi mettevo dall'altra parte della strada come se volessi nascondermi e, mentre fumavo uno spinello, guardavo la Croce e gli domandavo perché mi avesse messa a questo mondo con il solo scopo di sacrificarmi ad una realtà familiare insostenibile. Non reggevo davvero più. Fumavo davanti allo sguardo di Gesù perché volevo provocarlo, volevo che vedesse il mio dolore, e tutto ciò è durato per moltissimo tempo.
Davvero non so come Dio sia entrato nella mia vita e abbia continuato ad avere una certa influenza sudi me non mollandomi mai, continuando con la sua terribile e insieme dolce presenza. Non frequentavo brava gente, e davvero non so come sia stato possibile che io fossi così attratta da Lui.
Così, ogni tanto andavo inchiesa per litigare con Lui; qualche volta partecipavo alla messa con la speranza che mi aiutasse, fino a quando ho incontrato persone che hanno iniziato a parlarmi di Dio in modo nuovoe con tanta fede.
Un venerdì sera del 2011 sono andata a messa alla Chiesa della Salute e ho sentito che quel momento era per me. Così, ci sono tornata diverse altre volte. Quando don Adriano faceva la preghiera di intercessione per la guarigione e nominava le dipendenze, io mi sentivo malissimo, mi sentivo in colpa e avrei voluto nascondermi o scappare via. Nel mio cuore sapevo che mi stavo rovinando l'anima oltre che il corpo; avrei voluto smettere ma non ne avevo le forze e, partecipando alle messe del primo venerdì del mese, è nata una vera e propria lotta dentro di me. Con il tempo, il bene è diventato la parte più forte e ha sovrastato la parte che era male, finché una sera, dopo la celebrazione eucaristica seguita da un tempo di adorazione con preghiere di intercessione per i malati e per i sofferenti, mi sono sentita talmente alleggerita che ho percorso la strada verso casa quasi correndo, decisa verso un obiettivo che era chiaro e che finalmente avevo la forza di mettere in pratica.
Sono entrata in casa, ho preso tutte le sostanze che avevo nel cassetto e le ho buttate nel bidone della spazzatura. Quanto è successo è stato causato dall’azione potente dello Spirito Santo che mi ha dato la forza e il coraggio di distruggere tutte quelle sostanze e di gettarle nel bidone della spazzatura. Tutto ciò anche grazie alla forte preghiera di intercessione di don Adriano presso il Signore. Credo che questa preghiera sia stata davvero salvifica per me; il coraggio e la liberazione che ho sentito quella sera sono state esperienze interiori fortissime che in qualche modo mi hanno anche educata per affrontare le difficoltà che il futuro mi avrebbe riservato. Da quella sera la mia vita è radicalmente cambiata e ho iniziato un cammino di conversione. Ora vivo in Toscana e tutto ciò che ho ricevuto dal Signore, dalle celebrazioni eucaristiche e dalle intense preghiere di don Adriano, mi hanno resa e mi rendono felice di vivere la vita e di vederla sotto una luce totalmente diversa perché davvero ho incontrato il Signore Gesù che ora è diventato il mio migliore e grande amico.
Sono riconoscente a Dio e lo ringrazio per quanto ha realizzato nella mia vita. Ringrazio di cuore anche don Adriano per le sue coinvolgenti celebrazioni eucaristiche e per il suo costante amore verso i malati, i bisognosi e i poveri.



Artrite reumatoide

Ho 48 anni. A 40 anni i medici mi hanno diagnosticato l’artrite reumatoide, ma solo dopo vari esami e un intervento chirurgico hanno scoperto che si trattava di questa malattia.
La cura, secondo il primario del CTO, era cortisone a vita e altre medicine molto forti. Con questa cura, giorno dopo giorno, purtroppo notavo i danni che la cura stessa causava a tutto il mio corpo, oltre a dolori incessanti durante il giorno e la notte che, ovviamente, influivano anche sul mio lavoro.
Per ripulire tutta la gamba dal liquido sinoviale che mi impediva di camminare, fui sottoposto all’ultimo intervento chirurgico, sempre al CTO, che è durato tre ore.
Nel frattempo, io e la mia famiglia partecipavamo alle celebrazioni eucaristiche nel Monastero di Casanova dove don Adriano pregava anche per me e per la mia famiglia.
Una bella domenica, durante l’adorazione eucaristica, ho sentito un forte calore che mi invadeva e attraversava tutto il mio corpo dalla testa ai piedi, e ho capito subito che mi stava accadendo qualcosa di meraviglioso.
Uscendo dal Monastero abaziale per recarmi alla macchia, senza accorgermene, mi misi a correre e, solo dopo, parlando con mia moglie, mi resi conto che ero guarito perché, mai e poi mai, avrei potuto fare ciò nelle condizioni fisiche in cui da tempo mi trovavo. In seguito, gli esami che ho effettuato hanno confermato che non c’è più traccia della malattia.
Dopo la grazia ottenuta, la nostra partecipazione alle celebrazioni eucaristiche è continuata con maggiore intensità di fede.
Ringrazio il buon Dio, ma è anche doveroso un ringraziamento al nostro don Adriano che, intercedendo con le sue forti preghiere e con la potenza dello Spirito Santo, ha ottenuto il prezioso dono della guarigione.
 

In ricordo di mio marito

Era luglio del 2016 quando mio marito, dopo accertamenti a causa di un evidente gonfiore alle gambe, scopre di essere affetto da un epatocarcinoma multifocale localmente avanzato e inoperabile con grosse varici esofagee a rischio di sanguinamento. 
Era un papà severo, ma affettuoso, un uomo di fede, umile, generoso e tenace, ingegnere in un’azienda per la quale ha viaggiato nei vari stati del mondo per la chiusura dei contratti. Nel lavoro non sapeva dir di no, come davanti al tumore non voleva arrendersi.
Dopo l’infausta diagnosi iniziarono i ricoveri per accertamenti, per le chemioembolizzazioni a scopo palliativo, per un grave scompenso ascitico con insufficienza renale, e i day hospital per la legatura endoscopica delle varici esofagee e per le paracentesi.
Dopo il grave scompenso epatico del gennaio 2017, la situazione iniziò a degenerare e venni a conoscenza della diagnosi di tumore di mio marito.
Nel frattempo, avevo iniziato a partecipare alle celebrazioni presiedute da don Adriano e, quando si poteva, con mio marito e i miei figli, ci recavamo da lui al sabato presso la Casa di Spiritualità di Casanova, per intensificare le preghiere, per ricevere la benedizione del Signore e per affidarci alla costante preghiera di intercessione di don Adriano.
La malattia di mio marito era molto grave con conseguente decorso clinico doloroso che, secondo i medici, doveva terminare con la morte per emorragia epatica, morte tanto crudele.
Il 31 marzo 2017 mio marito è mancato al nostro affetto, però le preghiere costanti di don Adriano hanno scongiurato la morte tragica che i medici avevano previsto; infatti non ha mai avuto dolori, non ha mai sofferto, e la malattia ha avuto un decorso sereno che gli ha permesso anche di guidare l’auto fino a pochi giorni prima della sua morte per coma epatico, e non per emorragia epatica. Tutti i medici specialisti che l’hanno curato durante la malattia, hanno accertato che, nonostante la diagnosi, mio marito ha fatto un decorso e una morte sereni, che mai e poi mai avrebbero potuto prevedere. Spesso sentivo che tra sé diceva: “Grazie don Adriano”, e il giorno prima della morte ha voluto parlare telefonicamente con lui, quasi per salutarlo e dopo la telefonata ho notato nei suoi occhi uno sguardo luminoso, serenità e pace.
Il miracolo c’è stato grazie alle preghiere di intercessione di don Adriano, mio marito se n’è andato sereno, senza mai soffrire, in grazia di Dio.
Io e i miei figli ringraziamo e lodiamo di cuore il Signore Gesù nostro Dio, lo Spirito Santo e la Madonna.
All’inizio di aprile avrebbe compiuto 60 anni e abbiamo pensato ad un regalo che sarà a lui molto gradito: ringraziare don Adriano per le sue intense preghiere di intercessione e per avergli sempre trasmesso pazienza, serenità, forza e fiducia nel Signore; grazie, di cuore, don Adriano.
Grazie don Adriano per le sue preghiere di intercessione e per le sue coinvolgenti celebrazioni che aiutano a capire quanto immensa, potente e miracolosa è la mano di Dio, di Gesù Cristo nostro Signore e l’opera meravigliosa dello Spirito Santo.

In servizio ai poveri

Un bello scherzo ci ha "giocato" il nostro prete don Adriano che dei bei gruppi ha formato per dare gloria a Dio e al suo creato.
Con tanto entusiasmo e un po' di ottimismo, sempre attenti e gioiosi, doniamo il nostro tempo ai più bisognosi. C'è chi taglia pane e pizza; chi non lascia mai il lavandino neanche per uno spuntino; chi prepara i tavolini con bicchieri, posate e tovagliolini; chi inventa e cucina succulenti pietanzini; chi è sempre sul portone per accogliere con un sermone; chi sorveglia l'androne, il bagno e il cortilone. Poi c’è chi corre in sala a servire perché i poveri presto desiderano la cena finire.
Infine tutti a ripulire il forno, le stoviglie e i pavimenti; molto stanchi, ma tanto contenti.

Questo avviene in ogni turno per la preparazione del pasto serale da servire alle persone senza fissa dimora che, sempre più numerose, bussano alla nostra mensa. Talvolta la riserva di cibo è scarsa, ma nessun volontario si lascia prendere dallo scoraggiamento perché tutti siamo fiduciosi nell’aiuto della Divina Provvidenza che, in modo straordinario, fa trovare ai volontari ciò che manca per soddisfare le esigenze di ogni momento.

Ringraziamo il Signore.

Scoliosi

Nel 2011-2012 quando frequentavo la seconda media portavo già il busto ortopedico, ma i medici avevano deciso di ingessarmi perché mi avevano riscontrato ben 38 gradi di scoliosi nella dorsale e 29 gradi nella lombare.
Ho portato il busto per sette anni togliendolo soltanto due mesi fa.
Partecipo alle celebrazioni eucaristiche di don Adriano sin da quando ero piccola. Quando mi hanno messo il busto non volevo portarlo e lo rifiutavo, ma dopo aver partecipato alla messa ho capito che era necessario per la mia guarigione e ho cessato di fare capricci.  
Non posso elencare tutte le volte che c’è stata una parola di conoscenza sia per me che per mia mamma che ha ricevuto delle guarigioni. Infatti anche lei ha 45 gradi di scoliosi dorsale e frequentemente don Adriano proclamava che il Signore avrebbe iniziato o continuato un cammino di guarigione in due persone. E veramente il Signore ha messo la sua mano!
La mia guarigione consiste nell’aver perso 16/18 gradi di scoliosi dorsale e 14/16 di scoliosi lombare. I medici ni hanno proposto ancora un ultimo controllo mediante radiografia che eseguirò a maggio del 2018 per verificare il mio stabile miglioramento.
Intanto sto frequentando una palestra per tonificare i muscoli dorsali e per imparare a tenere una postura corretta.
Ora i dolori sono passati; io e mia mamma ci sentiamo bene e ci sembra di rivivere senza essere condizionate dal busto e senza avvertire alcun dolore.
Lodiamo e ringraziamo il Signore per i benefici ricevuti e ringraziamo don Adriano per le sue belle e coinvolgenti celebrazioni e per le sue forti preghiere di intercessione.

Tumore maligno all’utero e calcoli alla colecisti

Desidero dare testimonianza della grazia ottenuta dall’amore compassionevole del Signore.
Ho iniziato a partecipare alle celebrazioni del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione quando erano ancora in corso i lavori di ristrutturazione del Monastero di Casanova. In quel periodo ho avuto dei problemi gravi di salute. Ogni volta che partecipavo alla s. messa chiedevo a don Adriano un ricordo specifico nella celebrazione fiduciosa nell’aiuto del Signore.  
Nel mese di febbraio 2007 i medici mi diagnosticarono un tumore maligno all’utero e i calcoli alla cistifellea. Dopo vari esami e TAC di controllo decisero di intervenire chirurgicamente.
Nello stesso mese di febbraio fui ricoverata in ospedale e i chirurghi mi sottoposero al primo intervento asportandomi il tumore. Terminato il periodo di degenza tornai a casa.
Dopo qualche giorno dovetti ritornare d’urgenza all’ospedale con una emorragia in corso; i medici dovettero intervenire con un raschiamento.
Quando è arrivato il risultato della biopsia i chirurghi ritennero necessario intervenire nuovamente asportandomi l’utero e le ovaie. Successivamente fui sottoposta a quaranta giorni di radioterapia e, in conseguenza alle cure radioterapiche e alle anestesie subite per gli interventi, nel 2008 ho dovuto fare una implantologia dei denti.
Nel mese di maggio 2009 sono stata sottoposta ad un nuovo intervento per l’asportazione dei calcoli alla cistifellea, quindi ho dovuto superare dei momenti molto difficili, di tensione e di intensa sofferenza. Ora, dopo dieci anni, posso finalmente affermare con immensa gioia di essere guarita completamente.
Ogni martedì sera e alla domenica pomeriggio, secondo il calendario stabilito, continuo a partecipare assiduamente presso il Monastero di Casanova alla s. messa celebrata da don Adriano dalla quale ricevo una forte carica vitale e spirituale, ma in questi anni di sofferenza, anche nei momenti più difficili, non ho mai smesso di pregare con fede.
Ringrazio il Signore per il suo immenso amore, don Adriano e tutto il Cenacolo che puntualmente partecipa all’Eucaristia, all’adorazione e alla preghiera presentando al Signore i numerosi malati, i sofferenti e i poveri.

                       

Cisti scomparsa

Era un periodo difficile per la mia famiglia: mancanza di lavoro, di salute e problemi con i figli, ma io pregavo Dio di donarmi forza e coraggio perché stavo lottando, ma da sola non potevo farcela più.
Ho conosciuto don Adriano in maniera molto singolare; mentre navigavo su internet ho visto la foto di un prete, un numero di cellulare, un nome: don Adriano Gennari. Ho capito subito che era un sacerdote speciale e io ero desiderosa di conoscerlo.
Ho aspettato un po' prima di telefonargli e solo nei primi giorni di agosto 2017 mi sono decisa a mettermi in contatto con lui. Mi risponde al secondo squillo con un "ecco" forte e allegro come se mi conoscesse da sempre, e invitò me e la mia famiglia a partecipare agli esercizi spirituali del 17 agosto nel Monastero di Casanova.
Fu così che don Adriano entrò nella mia vita e in quella della mia famiglia con le sue messe, con le preghiere di liberazione e di guarigione che sono diventate per noi un “cibo” di cui non possiamo più fare a meno.
Le cose sono andate un po' meglio fino al 17 novembre quando sono stata ricoverata per una infezione alle vie urinarie. Dopo una serie di esami invasivi, ecografie e tac, i medici mi diagnosticarono una dilatazione alle vie urinarie di sinistra con l'uretere che si riduce di calibro nel tratto distale, mentre il tratto stenotico è improntato da una cisti di 35mm.
 Gli urologi riuniti in equipe mi spiegarono che, per non far ammalare il rene, avrebbero dovuto intervenire d'urgenza posizionando un doppio stent che avrei dovuto cambiare ogni quattro mesi fino a quando, in accordo con il ginecologo, avrebbero potuto togliere la cisti e ricostruire l'uretere artificialmente.
Solo sette mesi prima avevo subito un intervento ginecologico devastante e un altro dieci anni fa; il mio ventre ora sembra una cartina geografica. Comunque, se l’intervento era da fare, mi dovevo far coraggio e basta. Era il 20 novembre.
Nel frattempo, la sera del 19 novembre, mia figlia mandò un messaggio a don Adriano chiedendogli delle preghiere per me.
Don Adriano, alle 23 e 25 del 20 novembre 2017 rispose con un messaggio vocale: "Giulia, ti tengo in preghiera. Prego tanto per la tua mamma che possa guarire presto. Buonanotte". Ma questo è stato ascoltato solo il mattino successivo.
Alle otto del mattino del 21 novembre ero pronta per l'intervento, quando arrivò un nuovo urologo che, chinandosi sul mio letto, mi comunicò che non mi avrebbe operato poiché per lui non era la soluzione giusta. Mi spiegò che prima bisognava contattare anche il ginecologo che mi aveva operato precedentemente, poiché era un medico meritevole della sua stima.
La mia salute intanto è migliorata di ora in ora e il 22 novembre sono stata dimessa.
Come da calendario dei medici dell'ospedale, il 28 novembre sono andata a fare la visita ginecologica all’ospedale S. Anna e il mio ginecologo mi ha sottoposta all'ecografia vaginale; poi, non soddisfatto a quella addominale e di nuovo ha ripetuto quella vaginale perché la cisti di 35mm non c'era più, era sparita e l'uretere non era più schiacciato. Io ero sana come un pesce, ma altri medici dovevano ancora visitarmi per altri accertamenti.
All'ospedale Molinette, il 3 gennaio 2018, ho fatto l'ecografia renale, e anche qui tutto è risultato normale. Quando l'urologo mi ha controllato si è complimentato con me per la guarigione, ma non ha saputo spiegarmi dov'è finita la mia cisti. Solo la dottoressa del day-hospital mi ha abbracciata e mi ha detto che ero guarita e che alle volte la scienza non è in grado di spiegare delle guarigioni come questa.
Io però, lo sapevo chi aveva operato in me la grazia della guarigione: è stato il Signore con la potenza della sua compassione! Pertanto rendo lode al Signore e lo ringrazio con tutto il cuore per la mia guarigione.
Ringrazio anche don Adriano per le sue preghiere di intercessione.

Intervento di duodenocefelopancreasectomia

Io e mio marito iniziammo a partecipare alle s. messe celebrate da don Adriano nel 1994 nella chiesa di s. Pellegrino.
Siamo stati presi per mano dal Signore perché in famiglia stavamo vivendo il dolore più grande che possa succedere: la morte di un figlio in un incidente con la moto; aveva 19 anni. Io, come madre, temevo di impazzire.
Io e mio marito iniziammo ad andare a pregare nel gruppo di preghiera animato da don Adriano. Con l’aiuto di Dio questo grande dolore non ci divise; pregavamo e piangevamo insieme anche durante le celebrazioni eucaristiche. Io desideravo tanto parlare con don Adriano, ma non mi era possibile a causa di tante persone che cercavano di avere un colloquio con lui. Ricordo che c’erano alcuni sacerdoti confessori e io, con gli occhi pieni di lacrime e con tanta disperazione nel cuore, andavo a confessarmi. Il Signore non ci abbandonava perché, quando uscivamo dalla chiesa, avevamo il cuore più leggero, eravamo più sereni e più fiduciosi nel Signore.
Andai in pensione dopo 41 anni di lavoro, ma avendo problemi di salute,iniziai a sottopormi ad esami; i medici tuttavia non erano riusciti a capire quale fosse la causa dei miei disturbi.
Nel 2010 mi recai in un noto ospedale di Torino; essendo assente il dottore che avrebbe dovuto visitarmi, venne il primario; guardò gli esami di cui ero in possesso e mi disse che se ero digiuna mi avrebbe fatto subito un esame endoscopico precisandomi che era un esame doloroso, ma che avrebbe consentito di capire di che cosa si trattava.
Dopo l’esame il primario voleva parlare solo con mio marito, ma io chiesi di essere presente al colloquio.Disse che erano necessari tre interventi chirurgici da effettuarsi in un ospedale specializzato. Tornati a casa, ci consultammo con nostro figlio il quale si prese cura di cercare un ospedale idoneo e così mi recai nel Veneto.
Prima di partire mi recai da don Adriano nel Monastero di Casanova; lui impose le sue mani sul mio capo, invocò su di me lo Spirito Santo e pregammo insieme.  Poi telefonai a dei volontari del Cenacolo, persone meravigliose che seguivano da anni don Adriano, i quali mi incoraggiarono dicendomi che si sarebbero uniti in preghiera con don Adriano.
Il giorno prima dell’intervento di duodenocefelopancreasectomia avevo la febbre a 40°, e il primario disse ai suoi medici di sfebbrarmi perché il giorno seguente mi avrebbe operata e dovevo entrare per prima nella sala operatoria. Infatti, prima delle otto entrai in sala operatoria e uscii la sera molto tardi; l’intervento è stato lungo e molto complicato.
Due giorni dopo il primario mi disse che la mia famiglia rimase per dodici ore davanti a quella porta. Poi iniziai la chemioterapia. Nulla fu semplice, anzi tutto molto doloroso, ma appena riacquistavo le forze mi recavo, per ulteriori intense preghiere, da don Adriano che mi infondeva forza e coraggio nel proseguire queste forti terapie.
Alcune settimane fa,mi sono sottoposta ad una visita per un accurato controllo. La dottoressa mi disse: “Signora, si rende conto che lei è stata miracolata?”.Questo era quanto desideravo sentirmi dire, e pertanto le risposi che ogni mattina ringrazio il Signore per l’immenso dono della guarigione. Ringrazio anche con tutto il cuore don Adriano e il suo Cenacolo per le continue ed efficaci preghiere.

Leucoplachia e ulcere nello stomaco

Ad inizio del 2017, mio marito dovette subire alcuni interventi di routine di implantologia dentale; durante uno di questi interventi il nostro dentista di fiducia notò un "taglio" e ci consigliò di fare degli esami approfonditi. Andammo dal nostro medico di fiducia che reputò questa escoriazione un'urgenza da approfondire e ci indicò un ulteriore medico della dentalschool di Torino. Fissammo un appuntamento e dopo alcuni approfondimenti ci disse che era una Leucoplachia che si presentava come l'anticamera di un tumore. Iniziammo delle cure che durarono diversi mesi e durante questi mesi andai spesso all'abbazia di Casanova da don Adriano Gennari per chiedere preghiere.
A poco a poco questa leucoplachia iniziò a ritirarsi, ma in contemporanea a questa guarigione, sorse un altro problema dì salute che si presentava con forte mal di stomaco e sangue nelle feci.
Le preghiere ed il supporto di don Adriano e del suo Cenacolo continuavano; noi andavamo ogni martedì sera alle celebrazioni eucaristiche e il sabato mattina presso il centro di ascolto e di preghiera nel Monastero di Casanova e ci affidavamo alla sua costante preghiera di intercessione.
Iniziammo a fare visite di controllo per capire la causa di questo sanguinamento e dalla prima gastroscopia emerse la presenza di due grosse ulcere nello stomaco causate da un batterio difficile da debellare che avrebbe potuto portare al morbo di Chron e che ha causato ulteriori ulcerazioni all'intestino.
Terminammo la cura della leucoplachia per iniziarne un'altra per queste ulcere, facemmo due gastroscopie, due colonscopie e tre Biopsie. L'ultima risale al 19/12/2017 in cui emerge la quasi totale guarigione di queste ulcere.
Durante questo difficile anno ci siamo rivolti spesso a don Adriano che ha sempre mostrato empatia e ci ha sempre incoraggiati pregando e avvicinandoci al Signore.
Ringraziamo don Adriano sempre disponibile ad ascoltarci, sostenerci e a incoraggiarci.
Scrivoquesta testimonianza rendendo lode al Signore per l'aiuto ricevuto in un momento difficile e faticoso, in primis per la salute e successivamente anche a livello lavorativo. La situazione stressante causata da problemi fisici non era stata supportata dall'ambiente lavorativo poiché eravamo colpiti dalla crisi e dal lavoro che si presentavaaltalenante.
Con questa testimonianza vorremmo dare speranza a tutte le persone che si trovano in un periodo buio nella loro vita; proprio quando tutto sembra perduto lì inizia l'opera del Signore.

Neo cresciuto a dismisura

Un giorno di marzo 2016, un fastidio al fianco sinistro mi causa un forte prurito; passo la mano sulla pelle e mi accorgo di un neo cresciuto a dismisura e diventato una vera e propria escrescenza. So cosa può significare quando un neo cambia forma e scatta in me un campanello d'allarme.
Conosco don Adriano da 27 anni che, insieme ai miei genitori, è la persona più importante della mia vita, guida e sostegno in molti momenti; è colui a cui posso chiedere aiuto nelle difficoltà e consiglio nelle cose di tutti i giorni, a cui affidare e chiedere preghiere di intercessione. È una persona capace di ascoltare senza giudicare, disponibile sempre, accogliente, generosa e sorridente.
La prima cosa che ho fatto è stata quella di parlare con don Adriano e chiedergli di pregare per me, e luimi ha affidata al Signore. Sono uscita serena, dimenticandomi del problema.
Il momento della doccia era sempre quello del monitoraggio; mattina dopo mattina il neo ingrossato era sempre lì, ma non mi dava più fastidio così a poco a poco non ci ho più pensato. Un mese più tardi, indossando la stessa camicia, mi è tornato in mente; ho cercato con la mano l'escrescenza sul fianco, ma non c'era più. Sulla pelle completamente liscia oggi non c'è più nulla.
Ringrazio il Signore per essersi chinato su di me e avermi guarita. Ringrazio don Adriano per le sue preghiere di intercessione e per la sua rassicurante presenza.
"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto" (Matteo 7). Ho chiesto spesso nel corso della mia vita e il Signore, secondo la sua volontà, mi ha sempre risposto. Tutte le volte che ho cercato don Adriano ho sempre trovato una persona attenta, caritatevole e disponibile.
Ho bussato, in momenti tristi e felici, e il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione mi ha sempre aperto le porte con gioia. Di tutto questo ringrazio il Signore ogni giorno.

Guarigione dalla maculopatia

Avevo gravi disturbi alla vista e mi sono recata da uno specialista il quale mi ha diagnosticato la grave malattia della maculopatia.
Questa sentenza dell’oculista mi sconvolse ed ero molto preoccupata perché è una malattia senza speranza di guarigione.
Frequentando da tempo le celebrazioni eucaristiche di don Adriano mi sono affidata alla sua preghiera di intercessione presso il Signore, molto fiduciosa di ottenere la grazia della guarigione.
Ultimamente, dopo aver partecipato alla s. Messa seguita dall’adorazione eucaristica e dalle preghiere di intercessione per la guarigione dei malati, mi sono sentita toccata dalla compassione del Signore e, al termine della funzione, stavo decisamente meglio.
Successivamente decisi di fissare una visita specialistica di controllo. L’oculista, dopo avermi visitata accuratamente, constatò che non c’era più alcun segno della malattia e mi disse: “Lei è guarita dalla maculopatia”.
Con immensa gioia rendo grazie al Signore per questa importante guarigione e ringrazio don Adriano per la sua forte preghiera di intercessione.

MENSA DEI POVERI

Via Belfiore 12, Torino
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Distribuzione pasti freddi:
domenica e festivi - mattina (ore 9-12).
Tutto l'anno

Distribuzione pacchi famiglia:
mercoledì pomeriggio dalle 14 alle 16

Mensa preserale calda:
dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19

CENTRO DI ASCOLTO

Corso Regina Margherita 190
10152 Torino
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T 011 4377070
info@cenacoloeucaristico.it

Orario di ricevimento:
Lunedì dalle 7,30 alle 10,30
Giovedì dalle 13,30 alle 17,00

CASA DI SPIRITUALITÀ

Monastero Abbaziale Cistercense di Casanova. Carmagnola (Torino)
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T 011 979 52 90

Aperto ogni domenica e festivi dalle 15 alle 18.
Don Adriano riceve il sabato dalle 6,30 alle 11. Segue celebrazione eucaristica.

Per partecipare alle celebrazioni a Casanova presiedute da don Adriano, è possibile prenotare il pullman telefonando a Michelina al numero 349.2238712. Partenza da Settimo T.se ore 13,00 – da Piazza Maria Ausiliatrice – Torino ore 13,45.