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Testimonianze 2019

Lavoro ritrovato

Scrivo per dare testimonianza della grazia ricevuta nella mia famiglia.
Nel settembre 2018, appena rientrati al lavoro dopo la pausa estiva, senza alcun preavviso e alcun sospetto da parte nostra, mio marito è stato licenziato senza alcuna motivazione valida, come si suol dire ''dall'oggi al domani''.
Aveva un lavoro che andava bene e niente ci avrebbe fatto pensare ad un licenziamento imminente.
Tutto ciò ci ha fatto sprofondare in una totale disperazione, preoccupati per il futuro dei nostri 2 figli di 8 e 12 anni ai quali ovviamente ogni genitore spera sempre di dare il meglio anche economicamente.
Noi siamo una famiglia che è sempre stata vicino al Signore Gesù e alla preghiera, ma umanamente in quel momento regnava in casa nostra una profonda tristezza.
Con le lacrime agli occhi quasi senza riuscire a parlare ho telefonato a don Adriano per raccontargli quanto stava accadendo e chiedergli di pregare per noi affinché si risolvesse questa situazione. Don Adriano ci ha assicurato che avrebbe subito intensamente pregato. Anche da parte nostra e delle persone a noi più care è iniziata un'incessante preghiera.
Dopo circa 20 giorni mio marito è stato chiamato da una nuova azienda la quale gli ha offerto un periodo di lavoro di 3 mesi con contratto interinale; dopo tre mesi gli hanno rinnovato il contratto di altri tre mesi, e noi nel frattempo abbiamo sempre continuato a pregare mettendo la nostra vita nelle mani della Divina Provvidenza.
Il 10 aprile 2019 mio marito è stato assunto a tempo indeterminato presso la stessa azienda. Il Signore è grande e non ci abbandona mai, anche quando noi non vediamo vie di uscita; Gesù ha un disegno ben definito per ognuno e tante grazie che non riusciamo a scorgere nella disperazione, ma Lui ci è sempre vicino!
In questo nuovo posto di lavoro mio marito ha trovato delle persone che, oltre ad averlo assunto, hanno anche apprezzato le sue capacità stimandolo per il suo impegno.
Grazie a Gesù che non ci abbandona mai e ascolta la nostra richiesta di aiuto!
Mi permetto di aggiungere un’altra mia testimonianza che avrei dovuto fare già da tempo per dare gloria a Gesù per le meraviglie che compie nella nostra vita.
Qualche anno fa a mio papà, che assieme a mia mamma frequenta i primi venerdì del mese, attraverso accertamenti medici gli era stato sospettato un tumore quasi sicuro alla prostata. Gli esami erano chiari e io stessa avevo parlato con il nostro medico curante il quale senza troppi giri di parole mi aveva comunicato la diagnosi di tumore.
Anche in questo caso abbiamo pregato tanto e abbiamo chiesto a don Adriano preghiere per questo problema e il Signore ha messo la sua mano potente su mio papà e ci ha guidati nella scelta del medico specialista che, al termine di una cura adeguata e facendo altri accertamenti, con stupore ha rilevato che tutti i valori erano rientrati nella norma e, pertanto, anche il sospetto di tumore era scongiurato.
Ringrazio Gesù dal profondo del cuore perché è la nostra vera speranza in ogni circostanza nel nostro cammino di vita. Voglio anche ringraziare don Adriano per le sue intense preghiere e perché è sempre disponibile ad ascoltarci e a pregare intercedendo presso il Signore nei momenti resi difficili dalle sofferenze e dalle malattie, e per darci il sostegno e la forza del Signore per affrontarle.

Una guarigione straordinaria

Da diversi anni, verso la fine di ogni anno, mi recavo in ospedale per eseguire una ecografia con lo scopo di tenere sotto controllo l’adenoma prostatico.
Nel 2014, a fine anno, mi recai in ospedale per il periodico esame del sangue al fine di controllare il PSA che era in continuo aumento. L’urologo vista la situazione, mi sottopose ad una biopsia alla prostata dalla quale risultò che su ventiquattro prelievi sette avevano cellule cancerogene; di conseguenza, per approfondire il controllo, mi disse di fare una ecografia.
Il medico che eseguì l’ecografia, guardando i vari esami precedenti, mi disse: “Vedo che lei ha eseguito diversi esami, ma non ha mai fatto una colonscopia?”. Alla mia risposta negativa, mi disse che, considerando i miei 75 anni, sarebbe stato opportuno farnealmeno una.
Ero molto stupito di questa richiesta perché io stavo benissimo di salute; non avevo né dolori né disturbi di alcun genere; però ho acconsentito a sottopormi a questo esame, ben lontano dall’immaginare quale sarebbe stata la sorpresa.
Prenotai subito la colonscopia che mi fu eseguita da uno specialista dell’ospedale Cottolengo di Torino il quale, al termine dell’esame, mi disse chiaramente che, purtroppo, nel mio colon era presente una formazione neoplastica molto grave che richiedeva immediato intervento chirurgico senza tempi di attesa. Mi preoccupai molto nel sentire tale sentenza; per me fu un’amara sorpresa, e mi sembrava impossibile in quanto io non avevo mai avuto alcun sintomo che mi facesse supporre di avere un tale male addosso.Non riuscivo a comprendere il fatto di trovarmi in una tale condizione. Il chirurgo, vedendo la mia grande perplessità e il mio rifiuto nell’accettare questa realtà, mi spiegò che ulteriori ritardi ad intervenire chirurgicamente avrebbero vanificato quelle poche speranze che avevo ancora di salvarmi la vita.  
Ne parlai subito a don Adriano facendogli vedere la cartella delle mie analisi. Lui comprese subito la gravità del mio male e iniziò a pregare per me invocando la potenza dello Spirito Santo.
L’urologoche aveva preso in considerazione la mia situazione, mi disse che, prima di intervenire sul tumore della prostata, era molto più urgente risolvere il problema del carcinoma al colon; così mi prescrisse una cura di iniezioni necessarie per tenere sotto controllo il tumore prostatico.
Le analisi eseguite nei giorni successivi non fecero altro che confermare la grave situazione che mi era stata accertata, per cui il chirurgo, giovedì 15 maggio 2015, mi prenotò il ricovero per il lunedì seguente. Chiesi al chirurgo in che cosa consisteva l’intervento e lui mi spiegò che si trattava di asportare la parte del colon che era affetta dal carcinoma e dalla presenza di diversi linfonodi molto pericolosi.
Il 19 maggio 2015 entrai in ospedale e il giorno dopo alle ore 7,30 fui portato in sala operatoria. Furono necessarie otto ore di intervento in laparoscopia per l’asportazione del colon malato.
Don Adriano era ben a conoscenza della mia grave situazione. Quasi ogni giorno della mia degenza in ospedale, durata tre settimane, egli mi faceva visita e pregava intensamente su di me. Non solo, ma anche durante le sue celebrazioni eucaristiche mi ricordava al Signore con le sue preghiere di intercessione.
Il 9 di giugno 2015 fui dimesso dall’ospedale con la previsione di essere successivamente sottoposto a diversi cicli di chemioterapia e di radioterapia. Io ero molto debilitato e il pensiero di dover affrontare delle terapie così forti mi preoccupava molto.
Intanto don Adriano continuava a pregare per me e, proprio in quei momenti decisivi, mio figlio mi consigliò di consultare un noto oncologo dell’Istituto di ricerche sul cancro di Candiolo (TO). Lo contattai subito telefonicamente e lui mi programmò un incontro proprio per il giorno successivo. Dopo la prima visita, mi prescrisse alcuni esami e analisi.Terminati gli esami prescritti mi recai nuovamente dall’oncologo quale, considerata la mia situazione generale, la mia età, le complicanze post operatorie e la presenza della neoplasia prostatica, non ritenne opportuno sottopormi alle terapie previste dall’oncologia dell’ospedale dichiarando che: “le potenziali tossicità di quei trattamenti adiuvanti sarebbero state superiori ai benefici”. Mi suggerì pertanto di sottopormi ad ulteriori analisi specifiche da effettuare periodicamente ogni tre mesi: esami del sangue, risonanza magnetica, TC con mezzo di contrasto ed ecografia addome.
Da quel momento cominciai a rivivere con maggior ottimismo e grande fiducia nell’aiuto del Signore.
Due anni dopo, poiché le mie condizioni generali miglioravano progressivamente, l’oncologo mi distanziò gli esami da eseguire ogni sei mesi.
L’oncologo, in seguito ai risultati degli esami effettuati, alla cura in corso per il tumore alla prostata, alle mie buone condizioni generali ed ai vari referti medici, mi disse che era giunto il momento di trattare il carcinoma prostatico mediante un ciclo di 32 radioterapie. Accettai la sua proposta e, pochi giorni dopo, iniziai il trattamento che completai entro il mese di maggio 2017.
Tutti gli esami successivi evidenziarono la completa assenza di cellule cancerogene e il ristabilimento dei normali valori del sangue. Le cellule cancerogene della prostata erano state completamente distrutte.
Nel mese di gennaio 2019, l’oncologo, considerati i risultati delle ultime analisi effettuate, esprimendo la sua grande soddisfazione personale, affermò che avevo finalmente raggiunto la guarigione completa.  
Sono veramente riconoscente e rendo grazie al Signore Gesù che mi ha guidato in questo cammino di grande sofferenza fisica e spirituale. Riconosco che soltanto con il suo prezioso aiuto oggi sono in grado di rendere questa mia testimonianza. Prego per le persone che, come è stato per me, si trovano in gravi difficoltà di salute, affinché ripongano la loro fiducia nel Signore Gesù perché è solo lui che ci guarisce.
Ringrazio di cuore don Adriano che costantemente mi ha sostenuto con la sua efficace preghiera di intercessione e che, con la sua vicinanza, mi ha confortato soprattutto nei momenti più difficili e più preoccupanti.
Ringrazio anche tutti i medici che mi hanno curato con grande professionalità, diligenza e pazienza, e prego anche per loro.
Grazie a tutto il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione e a tutti coloro che hanno pregato per la mia guarigione.
Allego documentazione medica.

Adenocarcinoma al cardias

Era la fine di settembre 2015 quando, al ritorno da un pellegrinaggio a Medjugorjie, a seguito di alcuni disturbi avvertii la necessità di effettuare immediatamente una gastroscopia; la diagnosi è stata terribile: adenocarcinoma al cardias con una metastasi al fegato.
La situazione si presentò subito grave a tal punto che la settimana successiva, all'ospedale di Busto Arsizio, fui operata da una mia cara amica e dal suo primario: dieci ore di intervento e 47 giorni di degenza ospedaliera. Poi seguirono sei cicli di chemioterapia e, dopo tanta sofferenza, ci fu la ripresa.
Tutto bene fino a settembre 2017 quando, ad un controllo PET,i medici riscontrarono una metastasi al polmone destro e una al polmone sinistro. Il mondo mi è crollato nuovamente addosso. Pregavo Gesù chiedendogli di mettermi nelle mani delle persone giuste in quanto il professore che mi aveva operata era andato in pensione. Fui nuovamente operata in chirurgia toracica all’ospedale Molinette al polmone sinistro mentre l'oncologo,appena conosciuto, valutava una eventuale chirurgia robotica al polmone destro.
In quella settimana, in attesa di decisioni, al sabato mi recai al Cenacolo Eucaristico da don Adriano nel Monastero di Casanova.Luimi ricevette e, senza che io parlassi, incominciò a pregare intensamente su di me appoggiandomi te sue mani benedette sul polmone destro e sul fegato; solo a quel punto io gli dissi che non avevo problemi al fegato, ma solo ai due polmoni; lui non spostòle mani e continuòa pregare senza interruzione invocando lo Spirito Santo per ottenere dal Signore la mia guarigione.
Il lunedì successivo, ad un ulteriore controllo PET, oltre le metastasi ai polmoni risultava anche quella al fegato.
Dovetti affrontare gli interventi e i successivi tre cicli di chemioterapia. Continuavo tutti i sabati ad andare da don Adriano che pregava intercedendo presso Gesù per la mia guarigione dicendomi che non avrei dovuto mollare e a continuare ad avere fede in Gesù. Le sue preghiere mi davano tanta forza; riuscivo a guidare per recarmi da luinel Monastero di Casanova e le sue preghiere suscitavano in me un grande coraggio per affrontare le terapie e le sofferenze di queste cure assai dolorose.
Oggi è passato quasi un anno dalla fine di tutti questi interventi e relative cure; gli esami stanno andando bene e l'oncologo ha detto a mia figlia: “il tumore, è altamente aggressivo,ma la mamma è un caso anomalo”.

Continuo a recarmi al sabato mattino al Cenacolo Eucaristico e ringrazio con tutto il cuore il Signore Gesù. Ringrazio anche don Adriano che, intercedendo con le sue forti preghiere, mi ha sempre sostenuta durante tutti questi lunghi e difficili due anni ottenendo la mia guarigione. Gli ultimi esami ora vanno bene.

Grazie Gesù, grazie Maria.
                            

Ho ritrovato la fede

Ho 77 anni. Di professione sono imprenditore e dottore commercialista.
Mi sposai il 9 giugno del 1968, caso vuole lo stesso giorno di nozze dei miei genitori, nella Parrocchia di San Giorgio, a Paderna, nell’alessandrino.
Quel giorno fu anche l’ultimo in cui ho ricevuto la Comunione. Nel frattempo mia moglie divenne persino testimone di Geova; anche i nostri 5 bambini, 2 maschi e 3 femmine, la seguirono abbandonando temporaneamente la fede cattolica.
Fortunatamente, mio figlio, oggi affermato avvocato, tornò sui suoi passi per primo, e di lì a poco anche il resto della prole .Grazie al Signore, oggi i miei figli sono tutti ben sistemati con tanto di lavoro e nipoti.
Negli anni mi separai, e la vita mi portò su altre strade; il Signore ha sempre le sue. Ho vissuto mezzo secolo distante dalla fede dimenticando che cosa fosse la messa domenicale, i sacramenti, la lettura della Parola di Dio e l’Eucaristia. Tabula rasa.
Ma tutto cambiò, per caso, sei anni fa. Il Signore volle che rincontrassi una mia coetanea e conterranea che non vedevo più da tanti anni. Ricordo ancora che all’età di 5 anni, da buoni vicini di casa, giocavamo a fare marito e moglie, ignari di quello che le trame della vita avevano in serbo per noi.
Lei, a differenza mia, non si è mai sposata e, quando la ritrovai, mi confidò di aver perso recentemente un caro amico. Tra noi, spontaneamente, è rinato un bel sentimento di amicizia e ora ci sosteniamo a vicenda.
È una donna di grande fede, di una fede viva e attiva, impegnata com’è nel prestare il suo servizio fra parrocchie, congregazioni religiose, e assiste anche le suore non vedenti di Tortona. Dopo decenni di lontananza dalla Chiesa, mi ha convinto a ritornare a Messa.
Con lei, il 27 gennaio 2019, ho partecipato per la prima volta nel Monastero Abbaziale di Casanova a una celebrazione eucaristica presieduta da don Adriano del quale non avevo mai sentito parlare sino a quel giorno, al contrario della mia amica che invece era a conoscenza della sua missione tra i malati, i poveri e i sofferenti.
Ho sentito la forte esigenza di tornarvi, e così ho fatto anche il 24 febbraio. Dopo 50 anni, ho deciso di accostarmi al sacramento della riconciliazione e, dopo aver ricevuto il perdono del Signore, ho avuto la gioia di ricevere da don Adriano Gesù Eucaristia che non avevo più ricevuto dal giorno del mio matrimonio a oggi. Commuovendomi come un bambino in fasce, durante il tempo di adorazione eucaristica che normalmente segue le sue celebrazioni, ho sentito su di me la potenza trasfigurante dello Spirito Santo più volte invocato da don Adriano che intercede per tutti i bisognosi dell’aiuto di Dio.
Ringrazio la Divina Provvidenza per avermi guidato a incontrare un vero uomo di Dio in questi nostri cupi tempi moderni. Pertanto ancora ringrazio il Signore per essersi preso cura di me come il figliol prodigo di cui parla il Vangelo.

Una tregua di sollievo fisico e spirituale

Avendo già vissuto la perdita di un fratello e di una sorella accompagnandoli nel trapasso, ancor più fui colpita dalla malattia dell'unico fratello rimasto; un calvario lungo e doloroso per le difficoltà respiratorie e l'angoscia che le accompagnava. A crisi acute seguivano pause di remissione del male, ricoveri in ospedale a soggiorni in famiglia, amorevolmente accudito da moglie e figlia.
La scorsa estate un peggioramento improvviso indusse i medici ad avvisare i familiari: “È prossimo alla fine, la medicina non può più soccorrere in nulla”. Accorsa al suo capezzale vissi tutte le ansie di quei tragici momenti: paura di perdere l'unico affetto rimasto dei miei familiari, rimpianto per le cose che ancora avrei potuto dirgli, adesione alle sue sofferenze. Fu allora che emerse la risorsa della preghiera. Non una preghiera qualsiasi, ma quella accesa dalla fede e di cui don Adriano era esempio vivente e che avevo appreso nella frequentazione del Cenacolo Eucaristico, soprattutto nei ritiri spirituali nel Monastero di Casanova.
“O Signore - invocai dietro suggerimento dello Spirito - aiutalo tu! Se vuoi, più ancora concedergli tutto il tempo che a Te piacerà, affinché non muoia in questo squallido letto d'ospedale, ma tra le mura domestiche, circondato dall'affetto dei suoi cari e dal conforto della preghiera”. Ero ben consapevole che la mia era una richiesta impossibile, cui la scienza aveva già dato la risposta, quella di un NO senza appello. Nella preghiera volli coinvolgere i familiari e gli amici, suggerendo la preghiera della Madonna Miracolosa la cui medaglia venne loro distribuita. Anche don Adriano fu fatto partecipe delle nostre angosce ed egli, con quel timbro di voce che smuove i cuori: “Prega, prega!!”, invocò con occhi brillanti di amore.
E fu la sua preghiera a ottenere l'impensato, il disatteso, il miracolo. Già il giorno seguente e poi nei successivi fu un lento ma costante miglioramento che permise ai medici di dimetterlo e rinviarlo alle cure domiciliari sotto la supervisione del Servizio Sanitario.
Durante i mesi di permanenza in famiglia mio fratello visse momenti di vera pace e gioia. Ritornò il sorriso, la sua volontà di comunicare, lui che, anche quando era in salute, era piuttosto taciturno. In certi momenti manifestava uno humor che suscitava ilarità nei presenti. Non mancarono momenti di sofferenza ma anche episodi esaltanti, come i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario di matrimonio egli incontri di gruppo che l'equipe terapeutica seguiva per l'evolversi del suo processo clinico. Eritornò la gioia della preghiera. Gli parlai di don Adriano ed egli espresse la voglia di conoscerlo. Ricevette con gioia anche la visita del parroco e ne ricevette sollievo. Con lui ebbi dei colloqui esaltanti, gli trasmisi e ne ricevetti confidenze toccanti, proprio quelle per cui avevo pregato.
Ora, soddisfatti tutti questi miei desideri, rimaneva quello previsto dal disegno divino: che il grande trapasso avvenisse senza traumi angoscianti. E anche questa volta fui esaudita. A dicembre le crisi furono più frequenti ed egli andò incontro al Signore poco prima di Natale, giorno del suo compleanno.
Dei tanti eventi di questi mesi di sofferenza e di amore rimane il suono di quelle parole di don Adriano: “Prega...prega!”.
Ringrazio il Signore Gesù per tutti i benefici che ci ha concesso.
Grazie a Maria SS.ma del Cenacolo Eucaristico!
Ringrazio anche don Adriano per le sue preziose preghiere di intercessione.

Un incontro straordinario

Dice un antico adagio che le vie del Signore sono infinite; anche quelle che conducono sui sentieri della fede, specie se poi ti trovi a un passo da casa tua, dai luoghi a te cari, immerso in un’oasi di spiritualità di cui, sino all’istante prima, tuo malgrado ignoravi l’esistenza.
Così è stato anche per me. Ho conosciuto per la prima volta don Adriano Gennari una domenica di fine estate. Era il 23 settembre 2018 quando la Divina Provvidenza fece sì che accogliessi l’invito di un amico a venire in visita al Monastero abbaziale di Casanova: all’interno del quale, grazie anche ai racconti dell’Architetto che sapientemente lo restaurò anni fa, ho scoperto un universo di storia millenaria lungo secoli, dinastie, epoche e generazioni.
Ho altresì toccato con mano e respirato l’atmosfera di spiritualità intima e raccolta, commossamente solenne e, al tempo stesso, semplice e immediata che aleggia tutt’intorno appena varcato il grande portone di legno per il quale chissà quante altre persone in cerca di rifugio e conforto sono transitate nel tempo prima di me.
Un’amica che era con me ed io abbiamo provato una sensazione di profonda vicinanza a Dio durante la preghiera personale e la benedizione di don Adriano che ha invocato lo Spirito Santo su di noi.
Un incontro ravvicinato con Dio, davvero, proseguito anche nella santa celebrazione eucaristica seguita da un tempo di adorazione a Gesù sacramentato con preghiera di domanda e intercessione per poveri, malati e sofferenti a cui come mai prima d’ora mi era accaduto di assistere partecipandovi con mente, anima e cuore, occhi chiusi, tutti intensamente e indissolubilmente rivolti con fiducia a Dio.
Ricordo che da piccolo rammentavo spesso la parabola dei talenti: mi insegnò che ciò che resterà di noi nella vita del nostro piccolo e misero passaggio, del viaggio di ritorno nella casa del Padre, sono i talenti che da Lui abbiamo ricevuto in dono e che come semi devono essere coltivati, offerti e reimmessi sul cammino della vita per essere poi donati ai fratelli che il Signore Gesù ci fa quotidianamente incontrare.
Il cuore di questo piccolo prete riccioluto,don Adriano Gennari, dallo sguardo luminoso, strumento di bene gradito a Dio come una cometa saldamente raggiante sul presente, illumina la strada di chiunque si imbatta in lui perché a tutti offre ascolto, conforto, consigli, preghiere e soprattutto speranza, fiducia e gioia incrollabili che l’uomo non sarà mai solo confidando in Dio, in Gesù e nello Spirito Santo.
Rendo grazie al Signore per aver incontrato il caro don Adriano nel cammino della mia vita e soprattutto per tutto ciò che Dio, fonte d’amore, mi ha donato, che mi dona e che mi donerà.

Dolori alle gambe

Ringrazio il Signore mio Dio per avermi fatto incontrare don Adriano; è stata una grazia averlo conosciuto e di poter partecipare alle celebrazioni da lui presiedute con il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione nel quale ho incontrato tante persone che mi vogliono bene. In tante occasioni difficili mi sono rivolta a lui perché intercedesse presso Dio al fine di avere l’aiuto del Signore. Io mi sento amata quando mi trovo in preghiera nel Cenacolo e una grande pace mi avvolge. Pertanto sento il dovere di esprimere la seguente testimonianza.
Da circa due anni avevo problemi alle gambe che erano gonfie e camminavo con fatica a causa dei continui dolori.
Tuttavia già da tempo mi recavo e mi reco ancora ogni lunedì alla mensa dei poveri di via Belfiore 12 in Torino dove svolgo il mio servizio di volontariato che considero un dono del Signore e che cerco di compiere con dedizione per amore a Dio. Di solito andavo in auto con altri volontari, ma ultimamente questi non hanno più potuto venire. Per continuare questo servizio dovevo prendere un pullman, il treno e poi il tram; ho comunque continuato.
Un lunedì, appena scesa dal treno, ho incontrato una volontaria che già conoscevo che aveva l'automobile e che, come me, prestava servizio alla mensa; da quel momento mi ha sempre accompagnata dalla stazione fino alla mensa.
Una sera mi venne un forte dolore alla gamba sinistra tanto che non la potevo più muovere. I miei figli e le mie nipoti mi invitarono con insistenza a recarmi al pronto soccorso. La mia risposta è stata quella di confidare nel Signore chiedendo il dono del suo intervento miracoloso. Poiché in casa avevo dell'acqua benedetta la usai come medicamento. Intanto dal cuore mi nasceva una preghiera spontanea chiedendo al Signore di guarirmi affinchè io potessi ancora servirlo nei poveri che attendevano anche il mio servizio. La mia preghiera è stata esaudita; tant'è vero che poco tempo dopo non sentivo più alcun dolore e il gonfiore alle gambe è scomparso.
Ringrazio il Signore Gesù mio Dio; gli chiedo di non lasciarmi mai sola e di accompagnarmi sempre perché io voglio stare sempre con lui.
Un grande grazie a don Adriano per le sue preghiere di intercessione per me, per tutti i sofferenti, per i malati, e per le sue coinvolgenti celebrazioni. Chiedo al Signore di proteggerlo sempre.


Tumori ovaio, intestino, milza

Sono un'insegnante di matematica di 58 anni e spesso partecipo agli incontri di preghiera di don Adriano.
La mia dura storia clinica è lunga, risale al 1999, quando nel tentativo di avere una gravidanza scoprii da un'ecografia di avere una cisti ovarica. La maldestra operazione d'asportazione della cisti disseminava parte del contenuto della cisti all'interno dell'addome: si trattava di un carcinoma all'ovaio (tumore maligno).
Le attese di vita di fronte a tale evento erano ridotte al minimo, solo l'intervento "riparatore" di un illustre professore dell'Ospedale Mauriziano di Torino del 1999 e la successiva chemioterapia mi ridavano qualche speranza di sopravvivenza.
Infatti nel 2001 il male si ripresentò nell'altro ovaio e all'utero. Seguì un altro intervento chirurgico all'Ospedale Mauriziano eseguito sempre dal medesimo professore e conseguentemente la sofferta chemioterapia. Passarono altri 3 anni e nel 2004 il carcinoma si presentò questa volta all'intestino (mesocolon traverso) e nel peritoneo. Di conseguenza, fui operata più volte nel 2004 da un noto professore dell’ospedale San Raffaele di Milano, e successivamente ancora nel 2006 con asportazione della milza e della colecisti, e il 20 agosto 2007 con asportazione del linfonodo mesenterico positivo per metastasi linfonodale parenchimale massiva di adenocarcinoma ovarico a cellule chiare.
Ad ogni intervento seguirono cicli di chemioterapia. Attualmente mi sento bene, faccio i miei ripetuti controlli, seguo le indicazioni mediche e partecipo con intensità agli incontri di preghiera che si svolgono a Casanova.
Conobbi don Adriano a giugno 2007 tramite amici che mi invitarono a partecipare alle celebrazioni eucaristiche della domenica e delle festività cristiane nel Monastero abbaziale di Casanova. Fin da subito partecipare agli incontri di preghiera del Cenacolo Eucaristico di don Adriano mi diede tranquillità, mi restituì fiducia in Dio, consolazione e incoraggiamento. Quando arrivo sento una pace, una freschezza, una condivisione del dolore che lo rende accettabile. Ma il momento più importante avviene durante l'adorazione eucaristica, quando don Adriano chiede allo Spirito Santo di scendere su di noi. È allora, in quel preciso momento che avverto una strana energia, una forza misteriosa, come un sole dentro di me che commuove e invita a partecipare alla preghiera, che ci fa sentire uniti come in un solo corpo, realizzando una specie di "miracolo". Dopo mi sento tranquilla per aver vissuto un momento di pace e serenità profonda.
Soprattutto quando mi sento inquieta partecipo a queste messe che mi danno forza.
Ringrazio il Signore e don Adriano che si mette al servizio della comunità, impartisce la benedizione del Signore e intercede per noi presso lo Spirito Santo; spero che scenda anche su di me com'è sceso su altri credenti che conosco personalmente.
Penso che l'espressione di don Adriano "Credi e sarai guarito" sia vera nella preghiera.
Lunedì 10 dicembre 2018 ho eseguito la visita oncologica, come da protocollo, e la dottoressa, dopo aver visionato esami clinici e strumentali, mi ha detto che va bene.
Ringrazio don Adriano che intercede intensamente con le sue preghiere. Ringrazio tutte le persone che dedicano del tempo e collaborano all’interno del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione.
        

Emorragie

Conosco don Adriano e il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione da molto tempo, però, essendo sola, e abitando fuori Torino, non potevo partecipare assiduamente alle celebrazioni eucaristiche e alle preghiere di intercessione.
Soffrivo di emorragie e di forti dolori alla pancia.
Una mia conoscente che partecipa alle celebrazioni regolarmente, mi ha portata con lei diverse volte alla s. messa. È una celebrazione che ci fa vivere dei momenti molto emozionanti perché si percepisce la forte presenza del Signore Gesù.
Da quando ho iniziato a frequentare le celebrazioni eucaristiche del Cenacolo e a chiedere preghiere a don Adriano non ho più avuto alcun disturbo; le emorragie sono cessate e il mal di pancia è scomparso. Ora sto bene e ritengo di avere ottenuto dal Signore Gesù una grande guarigione miracolosa, e per questo lo ringrazio con tutto il cuore.
Ringrazio don Adriano e il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione per le loro preghiere di intercessione.

Ora le gambe del bimbo sono regolari

Nel dicembre del 2005 mia figlia ci fece uno splendido regalo comunicandoci che era incinta di un bambino. Questa gioia durò poco perché dalle prime analisi risultò che mia figlia era stata a contatto con il virus dell’epatite. Furono ripetute le analisi sia a lei che al marito che risultò positivo al virus dell’epatite, uno dei più difficili da combattere. Era stato contagiato durante un intervento chirurgico subito in passato, ma, per fortuna, questo virus non ha miracolosamente contagiato la moglie e il bambino.
In seguito i medici decisero di sottoporre mio genero alla cura di interferone che è un medicinale molto potente per cui mia figlia e mio genero hanno trascorso un anno difficilissimo. Eravamo disperati e ci siamo affidati alla preghiera e all’aiuto di nostro Signore Gesú.
Nel 2006 è nato il mio nipotino, uno stupendo bambino che cresceva benissimo.
Dopo qualche mese mia figlia si accorse che il bambino aveva una gamba più corta dell’altra. Era molto preoccupata e lo fece visitare dal pediatra che le consigliò di interpellare un ortopedico primario dell’ospedale Regina Margherita il quale, visitandolo, ci disse apertamente che il bambino verso i 14 anni avrebbe dovuto sottoporsi ad un primo intervento di allungamento della gamba corta, seguito da altri interventi.
Mia figlia era molto scoraggiata. Nel frattempo abbiamo iniziato a partecipare alle celebrazioni eucaristiche presiedute da don Adriano e abbiamo chiesto intense preghiere; insieme abbiamo pregato il Signore Gesú di aiutarci a risolvere questo problema.
Sembra incredibile, ma la gamba del bimbo ha raggiunto la lunghezza normale senza dover ricorrere all’intervento chirurgico.
Ringraziamo il Signore Gesù che ci ha ascoltati; ora il bambino ha le gambine perfettamente normali. Grazie anche a don Adriano e al suo Cenacolo per le forti preghiere di intercessione.


Tumori maligni al seno

Era la metà di ottobre 2014 quando sentii un forte prurito nella parte alta del seno e vidi spuntare un nodino piccolissimo. Passò novembre, perché dovetti occuparmi di mia madre che non stava bene. A dicembre andai io personalmente a Prevenzione Serena, ma lì dopo avermi visitato e fatto la mammografia mi dissero che potevo stare tranquilla, che non avevo niente, solo aderenze. Il 22 gennaio 2015 mi richiamarono da Moncalieri e mi diagnosticarono tre tumori maligni al seno in stadio localmente avanzato. Dopo una biopsia sbagliata, che mi fece arrivare le cellule tumorali dietro la schiena, decisi di farmi seguire dalla Breast Unit delle Molinette, il 14 febbraio, dove mi dissero che i tumori erano quattro HER 2+. Due mesi dopo, finalmente iniziai a fare le cure, le chemioterapie neoadiuvanti. La massa tumorale così grande si spostò di colpo alla gola, vicino alla giugulare dove era inoperabile e al cavo ascellare, dove si formò una metastasi massiva. I dottori mi consideravano in fase critica e dicevano: "Noi cercheremo di salvarle la vita e cercheremo di curarla."
A maggio, presa dall'ansia e dallo sconforto, su indicazione di mia cugina, mi recai, accompagnata da mio marito che mi era sempre vicino, al Cenacolo Eucaristico da don Adriano. Lui pregò intensamente su di me, e in quel momento provai un forte calore sul capo. Ero nella disperazione totale, piangevo tutti i giorni e spesso mi recavo con mio marito alla messa nel Monastero di Casanova. Don Adriano pregava sempre anche per me e invocava la potenza dello Spirito Santo per la mia guarigione. Mentre pregava, io sentivo una forza che suscitava in me il coraggio di affrontare le terapie, le sofferenze e le cure dolorose.
Mi sottoposi per un anno e mezzo alla chemioterapia e a trenta radioterapie. Anche dopo operata i dottori mi dicevano sempre che cercavano di tenere il tumore sotto controllo perché, essendo aggressivo, poteva colpirmi gli organi vitali.
Io oggi sto abbastanza bene, ho ancora uno strascico di dolore al braccio dovuto ad un errore di malasanità, ma la mia fede e la preghiera mi sostengono e pertanto sono certa che tutto si risolverà bene completamente.
Ringrazio il Signore per avermi dato la possibilità di crescere i miei figli.
Ringraziodi cuore don Adriano che, intercedendo con le sue forti preghiere, mi ha sempre sostenuto durante questi lunghi e difficili tre anni e ha ottenuto in dono la mia guarigione.
Allego documentazione medica.

Intervento di cataratta

Desidero dare testimonianza per una bella grazia ricevuta a seguito della preghiera di intercessione di don Adriano.
Il 19 gennaio 2018 dovevo essere operata di cataratta e, con alcune altre pazienti, eravamo in una stanza ad aspettare il nostro turno per l’intervento. Mentre le infermiere ci preparavano, con mia grande sorpresa è venuto a trovarci don Adriano il quale ci ha assicurato la sua preghiera. Mi sono sentita subito più sollevata.
L’intervento è andato bene, e già alla visita del giorno dopo vedevo molto bene, mentre alcune altre pazienti avevano qualche difficoltà. Mi dispiaceva per loro.
Nel mio cuore ringraziavo il Signore Gesù per le preghiere di don Adriano.
Il primo venerdì del mese di febbraio, nella chiesa Nostra Signora della Salute, avrei voluto dare la testimonianza per la grazia ricevuta, ma, poiché don Adriano dice sempre di verificare bene prima di dare testimonianza, non ho osato farlo.
Ora, dopo aver verificato bene, posso affermare di vedere benissimo.
Ringrazio tanto il Signore Gesù per aver ascoltato la preghiera del nostro caro don Adriano

Disperazione

Nel 2015 la mia vita è stata devastata da due gravi problemi: la perdita del lavoro a cui tenevo molto e il manifestarsi improvviso della malattia degenerativa di mia mamma (più tutta una serie di problemi collaterali).
Dovermi occupare di mia mamma in una situazione così drammatica è stato difficilissimo, anche perché inizialmente rifiutava ogni aiuto esterno alla famiglia. La mia sofferenza cresceva perché ogni sforzo fatto per aiutarla non riusciva a risolvere la sua situazione ma solo a portarla ad “accettare” la sua nuova vita, decisamente diversa da quella che ci saremmo aspettate.
Il gravissimo problema del lavoro, divenuto secondario, almeno mi lasciava il tempo di stare con lei.
Ho pianto quasi tutti i giorni per tre anni. Sono andata molte volte il lunedì mattina al Centro di Ascolto a chiedere aiuto a don Adriano. Le sue preghiere mi trasmettevano fiducia nella vita nonostante il buio totale di quei giorni.
Grazie alla sua potente intercessione e alla misericordia di Gesù ho avuto la forza di sopportare il peso di tutto quel dolore e all'inizio di quest'anno miracolosamente ho trovato un lavoro bellissimo e contemporaneamente abbiamo trovato una persona adatta e in grado di occuparsi di mia mamma.

Grazie a Gesù e a don Adriano per le sue incessanti e forti preghiere.

Desidero anche ringraziare le volontarie del Cenacolo che prestano il loro servizio il lunedì mattina al Centro di Ascolto per la sensibilità con la quale hanno continuato ad accogliere mia mamma nonostante le sue difficoltà durante l’ultimo periodo di servizio di volontariato, costruendole intorno l'affetto e la protezione di una vera famiglia. Una rara espressione pratica del BENE in cui credo.

Cause in tribunale

Sono una dipendente di un ospedale del Piemonte.
Nel 2016 avevo dovuto intraprendere una causa in tribunale per farmi annullare una sanzione disciplinare che, con la vigente normativa, può essere annullata solo dal giudice del lavoro. La sanzione era stata chiesta da una collega di lavoro. Nei vari passaggi burocratici interni è diventata di una gravosità notevole e ingiusta. Doveva servire per ostacolare il mio percorso lavorativo, poiché avevo vinto una selezione interna.
In questa situazione avevo dovuto farmi seguire da un professore di Diritto del lavoro.
Il giorno prima dell’udienza il legale mi aveva detto: “Guardi, lei ha perfettamente ragione…, spesso capita, però, che dalla parte della ragione si passi al torto... In questo mondo ci sono molte persone legate da simili interessi senza scrupoli di nessun genere”.
Mi ero rivolta a don Adriano chiedendo preghiere di intercessione per avere l’aiuto del Signore. Ho vinto la causa; il giudice mi ha annullato la sanzione per illegittimità.
Sempre nel 2016, dopo l’estate, ero ritornata in tribunale dal giudice del lavoro perché avevo vinto la “selezione interna” in ospedale e non attribuita. Anche questa volta avevo le stesse preoccupazioni della precedente sanzione disciplinare. Nuovamente mi sono rivolta a don Adriano chiedendo aiuto per mezzo delle preghiere di intercessione. Ho vinto!
Ecco le meraviglie che il Signore compie attraverso la santa figura sacerdotale. Gesù si serve di don Adriano per elargire le grazie come strumento di intercessione.
Ringrazio il Signore per i doni che mi ha concesso.
Un particolare ringraziamento anche a don Adriano e a tutti i fratelli e sorelle del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione per le intense preghiere rivolte al Signore.
La mia testimonianza sia di aiuto e conforto a tutti coloro che attraversano momenti difficili come quelli da me vissuti. Vi consiglio di perseverare nella fede e di memorizzare la bellissima frase detta da don Adriano in una catechesi: “La lode e la preghiera al Signore sono la nostra forza”.

Una caduta rovinosa

II giorno 20 maggio 2018, per un problema di rallentamento motorio e deambulazione precauzionale, dovevo svolgere attività fisica per aiutarmi a migliorare la coordinazione.
Purtroppo ho perso l'equilibrio svenendo e sono caduta daun gradino dalla parte sinistra. Sembrava una caduta di poco conto ma non è stato così perché, successivamente, ho iniziato ad avere forti dolori alla mano sinistra e ne ho perso l'uso. Ho dovuto fare i raggi in quanto il dolore alla mano e al costato non passava: mi è stata diagnosticata la frattura di 4 costole e artrosi alla mano. Ora dovrò fare la terapia di riabilitazione.
Mi sono recata alcune volte al Centro di ascolto da don Adriano il quale ha pregato per me; sono certa, che in tutto questo disastro, don Adriano mi ha aiutato molto, tanto che sono riuscita ad adempiere il compito delle mie faccende quotidiane senza interrompere il mio lavoro che svolgo presso l’Asl. Così ho potuto continuare, in questa situazione delicata e precaria, ad aiutare anche la mia famiglia.
Mi ritengo fortunata perché mi è stato detto dai medici che avevo rischiato la frattura del femore e un'emorragia dovuta alle costole fratturate; in tal caso non avrei sicuramente più potuto continuare la mia quotidianità.
Riconosco in questa difficile situazione di essere stata protetta da nostro Signore Gesù Cristo che ringrazio con tutto il cuore.
Ringrazio don Adriano Gennari per le sue preghiere di intercessione.                                           

Sindrome dell’ovaio policistico

Nell’estate del 2017 nostra figlia, in cura ginecologica per sindrome dell’ovaio policistico, eseguiva analisi del sangue di controllo. Purtroppo alcuni valori riferentesi al fegato erano totalmente fuori dalla norma: la ginecologa ne fu sorpresa e preoccupata.
Mentre si meditava di intraprendere una nuova terapia per ripristinare i valori epatici, incontrammo don Adriano al quale sottoponemmo il problema e le nostre preoccupazioni. Egli, vedendoci così impensieriti, si raccolse subito in preghiera intercedendo presso il Signore chiedendo in dono la guarigione di nostra figlia. Inoltre ci suggerì di ripetere le analisi del sangue, cosa che facemmo pochi giorni dopo.
Con enorme sorpresa i valori epatici erano tornati tutti nella norma senza aver intrapreso ancora alcuna terapia specifica, cosa che sorprese anche la stessa ginecologa.
Per questa grazia ricevuta ringraziamo il Signore Gesù. Un grazie anche a don Adriano per la sua potente preghiera d’intercessione.

Guarigione all’occhio

L’8 marzo 2018, nostro figlio è stato operato in anestesia totale all’occhio destro, l’unico che gli rimane utilizzabile anche se solo parzialmente.
Qualche giorno prima eravamo andati da don Adriano al Centro di ascolto e di preghiera di c.so Regina 190 – Torino per chiedere preghiere e la benedizione del Signore.
Dal mese di ottobre 2017 frequentiamo con regolarità le celebrazioni eucaristiche presiedute da don Adriano presso il santuario N.S.d. Salute e quelle presso la chiesa del Cottolengo. Abbiamo sentito sin dalla prima volta la forza carismatica della sua preghiera a favore dei malati e per il nostro amato figlio che è gravemente disabile fin dalla nascita; ogni volta che ascolta le parole di don Adriano si sente intensamente coinvolto dalla forte preghiera e manifesta serenità, fiducia e pace.
A fine marzo 2018, quando era già stato operato, al momento della preghiera collettiva nella chiesa del Cottolengo, al termine della celebrazione, il mio bambino si è sentito attratto da Gesù Eucaristia tanto che fece alcuni passi verso il Santissimo mentre don Adriano si fermava con l’ostensorio davanti a lui benedicendolo. Fu un momento meraviglioso di grande gioia, di luce e di coinvolgimento totale per lui che si è sentito fortemente toccato dall’amore di Gesù.
La forza della preghiera ha accompagnato mio figlio e noi genitori durante l’intervento chirurgico in ospedale e nella lunga fase post operatoria in casa fino al controllo dell’11 aprile nel quale i medici hanno confermato che l’intervento era riuscito perfettamente. L’aiuto del Signore che abbiamo avuto è stato incredibile perché il suo occhio ha recuperato parte della vista che sembrava definitivamente compromessa.
Riconoscenti ringraziamo il Signore per il grande dono della vista ricevuto.
Ringraziamo anche don Adriano che ha suscitato in tutti noi una grande fede e un forte incoraggiamento nell’affrontare quei momenti difficili. Le preghiere di don Adriano insieme alle nostre e a quelle dei nostri conoscenti, hanno ottenuto un miracolo con l’intercessione di Maria invocata da don Adriano e da tutti i fedeli uniti in preghiera.

MENSA DEI POVERI

Via Belfiore 12, Torino
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Distribuzione pasti freddi:
domenica e festivi - mattina (ore 9-12).
Tutto l'anno

Distribuzione pacchi famiglia:
mercoledì pomeriggio dalle 14 alle 16

Mensa preserale calda:
dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19

CENTRO DI ASCOLTO

Corso Regina Margherita 190
10152 Torino
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T 011 4377070
info@cenacoloeucaristico.it

Orario di ricevimento:
Lunedì dalle 7,30 alle 10,30
Giovedì dalle 13,30 alle 17,00

CASA DI SPIRITUALITÀ

Monastero Abbaziale Cistercense di Casanova. Carmagnola (Torino)
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T 011 979 52 90

Aperto ogni domenica e festivi dalle 15 alle 18.
Don Adriano riceve il sabato dalle 6,30 alle 11. Segue celebrazione eucaristica.

Per partecipare alle celebrazioni a Casanova presiedute da don Adriano, è possibile prenotare il pullman telefonando a Michelina al numero 349.2238712. Partenza da Settimo T.se ore 13,00 – da Piazza Maria Ausiliatrice – Torino ore 13,45.