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Natale del Signore: sorgente di gioia

Carissimi,
è meraviglioso constatare che il Natale del Signore è fonte di gioia e di grazia per tutta l’umanità.
Il prologo del Vangelo secondo san Giovanni, presentandoci il mistero mirabile dell’Incarnazione non parla di gioia. Ci parla dell’inestimabile valore della vita, ci parla di luce, di grazia, di verità, ma non di “gioia”. Tuttavia, tutto quello che ci dice di Gesù, il Cristo, Verbo fatto carne, suscita nel cuore di tutta l’umanità il dono della gioia.
Meditando con fede i versetti di questo inno stupendo, ricco di amore di Dio, di misericordia del Signore, di pace e di gloria, si percepisce un forte sussulto di una gioia intensa, luminosa e gratificante, direi anche una meraviglia la cui felicità non ha bisogno di essere nominata per essere sentita e provata.
Il mondo ha bisogno della gioia del Signore; il cuore dell’uomo ha bisogno della grazia del Signore, della misericordia di Dio, Padre ricco di compassione, ha bisogno della bontà e tenerezza del Signore. Pertanto se ci mettiamo di fronte all’invito alla gioia rivolto dall’angelo a Maria, Madre di Dio, della Chiesa e di tutta l’umanità, prendiamo atto che questa gioia appare legata alla pienezza di grazia di cui è stata colmata la Vergine di Nazareth e di cui il Signore vuole colmare ciascuno di noi.
È dall’esortazione “Rallegrati, o Maria”, accompagnata da quella “Piena di grazia”, che doveva scaturire la gioia. Pensate che in Maria l’abbondanza o pienezza di grazia derivava e deriva da Cristo. Lui, il Verbo incarnato, non possiede solamente la pienezza di grazia, ma Egli è questa pienezza. Ciò viene confermato da san Giovanni chiamando il Figlio unigenito del Padre “pieno di grazia” (Gv 1, 14). Pertanto Cristo Gesù non può che essere sorgente di pienezza di gioia. La gioia di Cristo è la gioia assoluta, principio di tutte le gioie, sempre però nell’ambito della grazia.
Allora, carissimi, celebrare il Natale del Signore Gesù significa contemplare il Verbo fatto carne come pienezza di grazia per la salvezza, per la “salute” di tutta l’umanità, per la sua redenzione, per la guarigione da tutte le ferite causate dal peccato; significa inoltre celebrare l’amore di Dio, donato al cuore dell’uomo, in Cristo Gesù nello Spirito Santo, affinché l’uomo possa essere santificato, glorificato, ricreato a Sua immagine e somiglianza e sia in grado di riconoscere in Lui la grande ed inesauribile sorgente della gioia.
Quindi la misura della gioia, di cui tutta l’umanità è bisognosa, è la misura dell’accoglienza da parte degli uomini del Verbo fatto uomo, fatto carne.
L’amore, la grazia e la gioia del Signore Gesù Cristo siano con tutti voi e con le vostre famiglie.

Don Adriano | Dicembre 2009

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