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Editoriali di Don Adriano

Gesù insegna ad amare amando

Carissimi,
san Giovanni, nella sua prima lettera, ci dice: «Chi non ama rimane nella morte» (1Gv 3,14).
L’amore di Dio è vita dell’uomo; è gioia di donare amando, ma, ci chiediamo: dove ha origine l’amore? Risponde splendidamente l’apostolo Giovanni:
«Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio, chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore» (1Gv 4,7-8).
Dio è bontà infinita; Dio ama sempre tutta l’umanità, in Cristo Gesù nello Spirito Santo, anche quando l’uomo, per debolezza e fragilità umana, si lascia affascinare dal peccato. È stupendo ciò che ci dice il Libro della Sapienza: «Signore, hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi, non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. Poiché tu ami tutte le
cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi, o conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? Tu risparmi tutte le cose, perché tutte son tue, Signore, amante della vita; poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose» (Sap 11,23-36; 12,1).
Teniamo sempre ben presente che il nostro vivere riceve l’impulso dell’amore di Dio e deve essere l’espressione del suo amore: amore verso tutto e verso tutti; verso i piccoli, verso i malati, verso i poveri più poveri e verso coloro che sono senza fissa dimora.
Tutti siamo e tutti sono preziosi agli occhi e al cuore di Dio. È bello ciò che preghiamo con il salmista:
«Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta; porgi l'orecchio, ascolta la mia voce, mostrami i prodigi del tuo amore:
tu che salvi dai nemici
chi si affida alla tua destra. Custodiscimi come pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali,
di fronte agli empi che mi opprimono,
ai nemici che mi accerchiano» (Sal 16, 6-9).
E san Paolo aggiunge: «Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione» (Col 3,14).
La nostra grande e unica vocazione è quella di amare, di esercitare la carità di Cristo e di fare del bene a tutti senza discriminazione: tutti sono opera meravigliosa di Dio. Noi dobbiamo condividere il nostro bene indistintamente con tutte le persone perché è un bene che non ci appartiene, ma che ci è stato donato dal Signore.
Concludo con la preghiera stupenda di sant’Agostino che facciamo anche nostra: “Dammi te stesso, Dio mio, restituiscimi te stesso. Io ti amo. Se così è poco, fammi amare di più. Non posso misurare per sapere quanto manca al mio amore perché basti a spingere la mia vita tra le tue braccia e di là non toglierla finché rimanga sempre al riparo del tuo volto. So questo soltanto: che tranne te, per me tutto è male, non solo fuori di me, ma anche in me stesso, e che ogni mia ricchezza, se non è il mio Dio, è povertà”.
don Adriano

Lo Spirito Santo scenda con potenza nei nostri cuori

Carissimi,
sempre tanto amati dal mio cuore sacerdotale, dopo la breve pausa estiva, noi tutti siamo desiderosi di ripartire con il fuoco dell’amore di Dio con più spirito di dedizione, di fede e di carità per crescere e far crescere sempre di più la nostra vita spirituale. Non solo, ma dobbiamo far crescere anche la gioia di operare nel nostro quotidiano con la carità e la bontà di Cristo Gesù.
Pertanto dobbiamo essere un segno sempre più eloquente dell’amore di Dio che si prende cura dell’umanità, dei malati, dei sofferenti, dei poveri, delle persone che vivono ai margini della società e che chiedono aiuto per essere ascoltate, comprese e accolte.
Gesù durante l’ultima cena ha affidato ai suoi discepoli e a tutti noi il comandamento dell’amore reciproco: «Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato; anche voi amatevi gli uni gli altri» (Gv 13,34; cfr anche 15,12). Gesù ci ha fatto il dono sublime dell'Eucaristia che, facendoci comunicare all’unico Pane e all’unico Calice, alimenta l’amore reciproco.
È bella la preghiera di Gesù che chiede al Padre per tutti noi l’unità, la carità e la gioia di vivere insieme: «come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21). È l’amore di Cristo diffuso nei nostri cuori che spinge tutti noi a creare amore e comunione di vita nei fratelli e sorelle fino ad assumerci le loro debolezze, i loro problemi e le loro difficoltà.
Con l’aiuto dello Spirito Santo dobbiamo imparare ad amare Dio, ad amare i fratelli e le sorelle che ci vivono a fianco; dobbiamo amare la nostra famiglia, i bisognosi, i poveri, le persone abbandonate a se stesse e i malati.
Quanta sofferenza sta travagliando l’umanità, le nostre famiglie e ciascuno di noi! Abbiamo bisogno del fuoco dello Spirito Santo per vivere intensamente l’amore di Dio, la carità di Cristo Gesù nel nostro quotidiano. Abbiamo bisogno di imparare a pregare per amare e per servire il Signore con gioia, per calare la preghiera fatta con fede, in un servizio caritatevole ai fratelli e alle sorelle che si trovano nell’indigenza, nella povertà, nella malattia e nella fragilità.
San Paolo ci dice in merito: «Or non veniamo meno nell'animo facendo il bene; se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo. Mentre dunque abbiamo l'opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede» (Gal 6,9-10).
San Giacomo ci dice: «Pregate gli uni per gli altri per essere guariti» (Gc 5,16). E san Pietro aggiunge: «Sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili» (1Pt 5,5). Poi san Paolo conferma: «Rivestitevi dell'amore che è il vincolo della perfezione» (Col 3,14).
Uniti a Maria, Madre di Gesù, della Chiesa e di tutti noi, percorriamo questo cammino di fede, di preghiera e di carità, perché dove c’è amore lì c’è Dio che ama.

don Adriano

Gioia di donare a Gesù mediante i fratelli

Carissimi,
è bello e gratificante gioire nel donare tutto ciò che abbiamo ricevuto gratuitamente in dono da Dio, Padre di amore e di grazia.
L’amore ai miei fratelli e sorelle mi porta al vero amore, da Dio; i nostri vicini, il nostro Cenacolo e le nostre famiglie hanno bisogno del nostro amore, delle nostre attenzioni, delle nostre cure e del nostro servizio caritatevole.
La fiamma della carità di Cristo deve sempre ardere nel nostro cuore perché possiamo diventare collaboratori del Signore Cristo Gesù, strumenti preziosi nelle Sue mani, generosi nel servirlo nei bisognosi e nei poveri.
La forza della gioia scaturisce da questa stupenda vocazione: amare per servire e gioire nel donare. L’amore di Dio in Cristo Gesù nello Spirito Santo deve essere sempre in azione ed incisivo. Ci chiediamo: chi nutre l’amore in noi? È la preghiera, è la Celebrazione eucaristica, è l’essere caritatevoli senza riserve, è fissare il nostro sguardo in Cristo Gesù che è presente nei corpi piagati dei nostri poveri, nelle persone emarginate, negli indigenti e nei sofferenti; è il donare il meglio di noi stessi.
Il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione, la nostra fraternità e il nostro volontariato devono realizzarsi in un donarsi senza riposo, nel portare ovunque l’amore di Dio che è sale della terra ed è la lampada viva che offre a tutti la luce di Cristo Gesù.
Dio ama in modo speciale quelle persone che sono più bisognose; pertanto noi, servendo i poveri, vogliamo essere strumenti di Dio, messaggeri dell’amore di Dio presente e operante nel cuore dell’umanità, nel cuore delle nostre famiglie e nel cuore del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione. Noi sappiamo donare amore se ci amiamo gli uni gli altri come Gesù ci ama.
Teniamo sempre ben presente che al termine della vita saremo giudicati sull’amore, sulla carità e sull’ubbidienza alla Parola di Dio. Attenti però, il giudizio del Signore non sarà tanto su quanto abbiamo fatto, ma su quanto amore abbiamo messo in tutto ciò che abbiamo fatto.
Dio, Padre buono, ci renda in amore tutto l’amore che ci siamo impegnati nel donare e tutta la gioia e la bontà che, sotto l’azione potente dello Spirito Santo, abbiamo elargito con umiltà e tenerezza attorno a noi.
Il nostro Cenacolo diventi il servo dei servi di Dio; diventi una fraternità in cui si cerchi Dio e lo si ami sopra ogni cosa e si testimoni con la vita che «Dio è amore» (1Gv 4,8).
A Maria, Madre della Chiesa, del Cenacolo e di ciascuno di noi affidiamo questa nostra vocazione a cui siamo stati chiamati, perché ha saputo amare, pregare e gioire nel donare ciò che dal Signore abbondantemente ha ricevuto.

don Adriano

MENSA DEI POVERI

Opere caritatevoli per i poveri
Mensa via Belfiore 12, Torino
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Distribuzione sacchetti pasto:
domenica e festivi dalle ore 9.00 alle 12.00
Distribuzione pacchi viveri alle famiglie bisognose:
sabato dalle ore 9.00 alle 12.00
Mensa preserale calda per i senzatetto:
da lunedì a venerdì dalle ore 14.30 alle 17.00 

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CENTRO DI ASCOLTO

Corso Regina Margherita 190
10152 Torino
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Lunedì dalle 7,30 alle 9,30
Giovedì dalle 13,30 alle 16,30

Nei centri di ascolto di Torino e Casanova continua l'accoglienza rispettando le norme vigenti relative al distanziamento e all'uso della mascherina

CASA DI SPIRITUALITÀ

Monastero Abbaziale Cistercense di Casanova. Carmagnola (Torino)
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Aperto ogni domenica e festivi dalle 15 alle 18.
Don Adriano riceve il sabato dalle 6,30 alle 11. Segue celebrazione eucaristica.
Per partecipare alle celebrazioni a Casanova presiedute da don Adriano, è possibile prenotare il pullman telefonando a Michelina al numero 349.2238712. Partenza da Settimo T.se ore 13,00 – Da Piazza Maria Ausiliatrice – Torino ore 13,45.