Lettera di don Adriano
Carissimi,
a voi tutti che partecipate alle celebrazioni eucaristiche e che fate parte integrante del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione;
a voi volontari che siete un dono prezioso in servizio ai poveri e in servizio al Cenacolo eucaristico;
a voi benefattori che, con il vostro aiuto concreto nel silenzio e nella generosità, sostenete il nostro operare caritatevole;
un grazie per tutto ciò che donate gratuitamente: tempo, preghiera e servizio prezioso che arricchiscono anche la vita spirituale.
Tutti insieme dobbiamo essere instancabili nel fare il bene, nel creare veramente una vita fraterna rispondendo all'amore di Dio Padre, amandolo «con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze» (Dt 6,5) e amando il prossimo «come se stessi» (cfr Mt 22,29). Più si fa fraternità e comunione di vita, più siamo in grado di servire il Signore che è anche presente nelle sorelle e nei fratelli bisognosi, poveri ed emarginati.
Dobbiamo diventare, - e questo è il mio grande desiderio-, un Cenacolo che è, e deve essere, un segno vivente del primato dell'amore di Dio e della carità di Cristo Signore Gesù che opera le sue meraviglie. Il nostro Cenacolo deve essere segno dell'amore e della bontà verso Dio e verso i fratelli, come ci insegna Gesù.
Ciascuno di noi deve diventare dono al prossimo e servirlo con gioia, con amore, con tenerezza e con il massimo rispetto. Tutti siamo invitati a creare nel cuore del nostro Cenacolo un luogo dove si diventa fratelli e sorelle, gareggiando nello stimarci a vicenda e donando il meglio di sé stessi per essere pronti a perdonare quando sia necessario, ad amare come Gesù ci insegna, invocando umilmente il dono dello Spirito Santo perché possa compiere quanto lui solo può compiere: «Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne... voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio» (Ez 36,26.28).
Teniamo sempre ben presente che Gesù, durante l'ultima cena, ci ha affidato il comandamento nuovo dell'amore reciproco: «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34 e cfr 15,12) e ha istituito l'Eucaristia, dono sublime del Padre, che ci fa comunicare all'unico Pane e all'unico Calice che alimenta l'amore vicendevole.
Nel nostro strano mondo, un mondo che sempre di più si allontana da Dio e che mette l'io al posto di Dio, dobbiamo essere "segno vivo" testimoniando che Dio è vivo e operante nel nostro quotidiano. Dobbiamo donare del tempo a Dio servendolo e amandolo nei poveri, negli abbandonati, nei bisognosi, nei malati e negli emarginati. Dobbiamo partecipare alla carità di Cristo e al suo amore per il Padre e per i fratelli, con un amore dimentico di se stessi.
"La carità-ci dice San Paolo-è il carisma migliore di tutti" (cfr 1Cor 13,13).
Il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione, ciascuno di noi, sia pertanto sempre più caritatevole, amorevole e sensibile verso i più bisognosi.
A Maria, donna della carità vissuta e testimoniata, affidiamo il nostro Cenacolo e tutti coloro che vi fanno parte, tutti coloro che scoprono di essere amati da Dio e che donano con gioia il loro prezioso amore in un servizio prevalentemente caritatevole.
Come sempre vi ricordo tutti nella mia preghiera e nella celebrazione eucaristica presentando al Signore le vostre particolari intenzioni.
Don Adriano

