Guarigione della malattia renale
Parecchi anni fa sentii parlare di don Adriano e delle sue potenti preghiere di intercessione e decisi immediatamente di recarmi all'abbazia di Casanova per conoscerlo e chiedere il suo aiuto per affrontare meglio le difficoltà quotidiane della vita.
A quei tempi io lavoravo sempre il sabato mattino durante gli orari di ricevimento di don Adriano e, con grande piacere, di tanto in tanto consumavo un giorno di ferie per recarmi da lui; mi godevo il viaggio in autostrada in solitaria e, mentre guidavo, pensavo a quale problema dare la priorità per poi confrontarmi con lui e durante il viaggio di ritorno mi sentivo sollevata dopo aver affidato i miei problemi alla Madonna tramite le preziose invocazioni, cantate, dello Spirito Santo e la benedizione finale. Le mie richieste di aiuto, il più delle volte, erano legate alla sfera lavorativa; ho attraversato anni davvero duri che, alla lunga, mi hanno fortificato, mi hanno insegnato a non cedere mai alle provocazioni ma resistere in silenzio, nell'attesa che “le acque si calmino”. Grazie anche all'aiuto di don Adriano sono riuscita, nonostante le dure prove, oltre che a mantenere il posto di lavoro, a non perdere mai di vista l'obiettivo, a rimanere concentrata cercando di essere sempre gentile e disponibile nonostante la stanchezza. Ancora oggi, pur avendo cambiato ente, continuo ad aver bisogno delle preghiere di don Adriano. Da quando riceve il sabato pomeriggio riesco anche a partecipare alla messa prefestiva e, quando possibile, mi reco all'abbazia con i miei familiari per la funzione della domenica pomeriggio, sempre particolarmente toccante e commovente.
Infine ci tengo a raccontare un episodio dal lieto fine.
Ad inizio settembre mio papà, una persona attiva e positiva, non stava bene e lamentava dolori alla schiena. Nonostante noi familiari gli avessimo suggerito di recarsi al pronto soccorso per accertamenti, lui non aveva il coraggio di prendere questa decisione, così il primo sabato pomeriggio utile, mi sono recata da don Adriano per chiedere preghiere, portando la foto dei miei genitori che da poco avevamo festeggiato 60 anni di matrimonio. La settimana successiva mio papà, che non si riprendeva, chiedeva di essere accompagnato in ospedale per un prelievo e considerati i valori ematici molto al di fuori della norma, il medico curante lo invitava a recarsi immediatamente in pronto soccorso.
Fin da subito il personale sanitario ci metteva in allerta per lo stato di sofferenza dei reni e ci prospettava anche la necessità di ricorrere a qualche seduta di dialisi.
Mio papà, in seguito a queste cure, era davvero molto debilitato e scoraggiato; in alcuni momenti, noi familiari abbiamo pensato al peggio e non eravamo assolutamente preparati psicologicamente, anche perché la situazione era precipitata troppo in fretta.
Nel periodo di ricovero in ospedale mia sorella ed io ci recavamo nuovamente all'abbazia per chiedere aiuti a don Adriano e gli portavamo dell'acqua da far benedire che poi mio papà consumava molto volentieri.
Nel giro di pochi giorni, con grande sollievo, assistevamo ad una ripresa incredibile, veloce ed inaspettata, che portava i medici alla sospensione della dialisi ed alle successive dimissioni dall'ospedale.
Siamo ritornati appena possibile da don Adriano per informarlo dell'accaduto ed avere così conferma della Grazia ricevuta dal Signore Gesù, tramite le sue preghiere, le invocazioni dello Spirito Santo e l'affidamento alla Madonna, Regina della Pace.
Un grazie di cuore anche ai volontari che si prodigano per l'accoglienza dei fedeli e per la gestione dell'abbazia.
E ancora Grazie, Signore Gesù!

