Lettera di don Adriano
Carissimi volontarie e volontari,
sento forte il desiderio di inviarvi un mio scritto, povero, ma ricco di riconoscenza, per tutto ciò che fate per il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione, dedito a servire i poveri, le persone disagiate, emarginate sulle strade della nostra città, direi abbandonate a se stesse.
Siamo chiamati ad amare e ad amarci come Gesù ci ama. L'esercitare la carità di Cristo, Signore nostro, è una vocazione meravigliosa che ci è stata consegnata e che noi vogliamo vivere con intensità di fede e di amore. Vogliamo impegnare le nostre energie donando tutto ciò che di bello e di buono il Signore ha messo nel nostro cuore. Vogliamo imparare a volerci bene. In merito ci dice Gesù: "Amatevi come io vi ho amato". "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi" (Gv 15,9). E ancora: "Da questo riconosceranno tutti che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni verso gli altri" (Gv 13,35). Perché, carissimi, amati dal Signore, l'esercizio della carità di Cristo Gesù diventi immagine di quella trinitaria, e quindi l'amore di Dio diventi per me e per voi vicendevole, non basta amare, bisogna in tutti i modi sforzarsi di rendersi amabili e direi degni di amare. Ci dice don Bosco: "Per educare bisogna che i giovani si accorgano di essere amati". Ognuno di noi amando il prossimo, l'indigente, l'emarginato, l'abbandonato a sé stesso compie la volontà di Dio e ama Dio.
Gesù ci dice in merito: "Vi do un comandamento nuovo che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato" (Gv 13,34). Ma ci chiediamo: in che misura amare? Risponde Gesù con l'esempio: "Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi" (Gv 15,9). "Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri" (Gv 13,34;15,12). Pertanto: "Amatevi come io vi ho amato" (Gv 13,34). "Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13). Non solo, ma: "Da questo abbiamo conosciuto l'amore: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli" (1Gv 3,16). Solo così si ama, non a parole, ma concretamente con la vita, con le opere di bontà, di tenerezza e di carità. Bisogna amare come il buon samaritano (cf. Le 10,29); perdonare come Dio, Padre buono e misericordioso ci perdona in Cristo Gesù nello Spirito Santo. Allora davvero si concretizzerà la preghiera stupenda di Gesù al Padre chiedendo per noi; "L'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro" (Gv 17,26). Stupendo! Così io voglio che sia il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione.
La Madonna, la Vergine Immacolata che è un esemplare cammino di carità accompagni il nostro cammino di vita, di dedizione ai poveri e di servizio caritatevole alla fraternità del nostro Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione.
Don Adriano

