I volontari raccontano
La nostra bella esperienza nel gruppo del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione è incominciata servendo i poveri nella mensa una domenica mattina al mese, per continuare un pomeriggio alla settimana e terminare, solo temporaneamente per gravi e invalidanti problemi di salute di tutte e due, come coordinatori della domenica.
Dice mio marito: ”Dopo quasi 3 anni, con molta gioia nel cuore, gratitudine, riconoscenza a don Adriano Gennari che tanto ha pregato per me, per noi, abbiamo ripreso una vita normale, seppure con qualche limitazione, e siamo tornati ad aprile 2025 in servizio alla mensa”.
È stata una suora del Cottolengo di Torino a parlarmi di don Adriano e del suo carisma, invitandomi a partecipare alle sue celebrazioni serali seguite da adorazione Eucaristica con preghiere per malati e sofferenti, del primo venerdì del mese e del lunedì, presso la chiesa Madonna della Salute di Torino.
Inizialmente partecipavo solo io perchè mio marito arrivava a casa tardi dal lavoro, poi una sera, dopo la messa, don Adriano annunciò una giornata di ritiro spirituale aperta a tutti, da lui animata, presso il monastero di Casanova. L’ho subito detto a mio marito e sono rimasta stupita che abbia accettato di accompagnarmi. Siamo stati accolti a braccia aperte come se ci conoscessero da sempre e durante la condivisione del pranzo il gruppo giovani, con molto entusiasmo, ci ha parlato del servizio in mensa fra i poveri, svolto ogni domenica mattina. Nel pomeriggio, a conclusione della bella giornata, dopo la messa don Adriano ha fatto appello per nuovi volontari e fu proprio allora che ho chiesto se anche noi potessimo entrare a fare parte del gruppo. Naturalmente la risposta fu Sì. Mio marito, inizialmente restio a passare la domenica fuori casa, dopo una settimana di lavoro, si è subito appassionato al servizio perchè, come dice, “è commovente vedere tante persone, che stanno peggio di noi, in fila per mangiare, ma anche per ricevere una parola di conforto”. Abbiamo coinvolto anche nostro figlio. In mensa sono nate belle e sincere amicizie fra noi volontari, uniti per servire Gesù nei poveri, come ricorda
sempre don Adriano.Durante il covid, ormai tutte e due in pensione, prestavamo servizio tutti i pomeriggi della settimana: mio marito era addetto a consegnare i sacchetti pasto alla porta. Poi io sono stata male: tumore al seno e, poco dopo, anche mio marito: ictus. Mai ci siamo sentiti soli e abbandonati, come detto, don Adriano Gennari tanto ha pregato per noi e i medici hanno trovato le cure giuste. Cosi dopo anni, come dice mio marito “è stato emozionante ritrovarsi a servire i poveri. Con sorpresa, molti di loro mi hanno riconosciuto”
Grati ogni istante di vita, al Signore e a don Adriano Gennari, per essere ancora qui, insieme, come strumenti di carità nelle Sue mani.
Maria e Domenico

