I volontari raccontano
Sono Massimo un imprenditore che, come tanti altri, tutti gli anni, soprattutto in prossimità del Natale, per sentirsi un po' più buono e soprattutto meno in colpa per tutti i panettoni che potrà mangiare, volge un pensiero alle persone meno fortunate.
Quest'anno il lavoro non è andato poi così bene, il mercato è instabile, la situazione geopolitica complessa... Insomma, se uno vuole, c'è sempre una buona scusa per non fare nulla per gli altri. Anche per chi vuole fare delle opere di bene non è sempre semplice scegliere tra le tante possibilità, soprattutto se non si hanno conoscenze dirette, in quanto si ha sempre il timore che il nostro aiuto, che offriamo comunque privandoci di qualcosa, non arrivi alle persone che ne hanno realmente bisogno. Mi sono detto: "quest'anno voglio vedere di persona dove finiranno le nostre donazioni" La cosa più semplice era pensare alle necessità del nostro territorio. Ho sempre sentito parlare delle mense dei poveri, ma di fatto non ne ho mai vista una, né conosco persone che le frequentino e me ne abbiano mai parlato. Come si fa ormai per tutto ai nostri giorni, ho fatto una ricerca su internet e trovato diversi siti di associazioni che offrono vari servizi, fino a quando non mi sono imbattuto nel sito del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione ed ho letto la storia di don Adriano. Sono rimasto molto colpito per cui, essendo riportato il suo numero di cellulare, ho provato a chiamare. Mi risponde don Adriano , erano le 11 del mattino, gli spiegai che volevo qualche informazione sulla mensa dei poveri e lui mi disse di andare nel pomeriggio in Corso Regina, al centro di ascolto. Alle 14 mi sono recato là. Al mio arrivo vidi uscire dal locale al piano terreno una persona piuttosto anziana, con evidenti problemi di salute: ero nel posto giusto per cui entrai. Non c'era nessuno tranne una signora all'accoglienza, per cui era già il mio turno. Che fortuna non ho nemmeno dovuto fare la coda! Entrai, mi accolse don Adriano ed ebbi da subito la sensazione di trovarmi di fronte ad una persona veramente speciale. Mi disse "Dimmi caro come ti chiami, dimmi i tuoi problemi ". lo gli risposi "credo per ora di non avere grossi problemi, sto bene, sono benestante ed ho una bella famiglia..., l'ho chiamata questa mattina per informazioni sulla mensa dei poveri".
Mi rispose "ah sì, i poveri..., ci sono tante persone che hanno bisogno di aiuto"; la sua voce era piena di amore e compassione, mi ha generato sensazioni bellissime. Gli chiesi di poter vedere la mensa dei poveri, lui acconsentì e mi disse di andare il giorno successivo in via Belfiore direttamente presso la mensa. Il giorno seguente, era venerdì, quando arrivai don Adriano mi accolse con un grande sorriso e mi accompagnò in un tour guidato della struttura, mentre mi raccontava di come si occupassero della preparazione e della raccolta del cibo.
Mi sono reso subito conto di trovarmi in un luogo speciale dove amore, compassione e generosità erano i padroni di casa.
A questo punto prima di congedarmi, visto che ormai ero sul posto ed il servizio di mensa stava per iniziare, chiesi se fosse necessario il mio aiuto. Don Adriano mi disse di mettermi vicino a lui, indossai guanti e grembiule ed in modo del tutto inaspettato mi trovai lì, a fianco a don Adriano, lui al servizio dei primi ed io che spaziavo dai secondi piatti ai panini. Alla mia destra c'era la dolcissima suor Antonietta che serviva frutta e dolci; eravamo una bellissima squadra, ma a differenza della squadra aziendale che lavora per produrre utile, era una squadra diversa che felice e sorridente stava lavorando per produrre Amore. Oltre ad avere conferma che una donazione fatta al Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione è cosa giusta, ho scoperto che aiutare gli altri in prima persona ti riempie il cuore di gioia, una gioia autentica!
E' passato qualche mese da quel giorno e tutte le settimane mi reco alla mensa per prestare servizio come volontario. I poveri che incontro tutte le settimane sono diventati persone familiari, per cui, nonostante il servizio sia impegnativo, lo faccio sempre con enorme piacere. C'è anche sempre spazio per fare due chiacchiere, e qualche sorriso non manca mai, in fondo sono persone che, come noi, hanno solo bisogno d'amore.

