Parabola della gioia del padre: la «magna carta» della misericordia (Parte 1)
Premessa
Il cammino di ricerca e riflessione fatto attraverso il vangelo di Luca si è limitato agli incontri personali di Gesù con quanti sono stati segnati dal suo perdono e dalla sua amicizia. Non possiamo ignorare le parabole della misericordia, in modo particolare quella che rivela la gioia del padre, che è la gioia di Dio: Dio è felice quando perdona, quando può perdonare. Questo racconto è la più straordinaria icona del cuore di Dio e anche la più efficace illustrazione dei risvolti del cuore umano. Nessun commento può sostituire l'accostamento diretto alla pagina evangelica e il fermarsi a meditarla. Le annotazioni non hanno altra pretesa che di evidenziare alcuni passaggi del racconto.
L'introduzione alle tre parabole della misericordia
"Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: Costui accoglie i peccatori e mangia con loro"(Lc 15,1-2). E' splendida l'introduzione a questo capitolo che è tutto di misericordia. E' bella, prima di tutto, perché ci guida alla lettura delle tre parabole. Gesù le ha raccontate per giustificare la sua condotta nei confronti dei peccatori. Come abbiamo già evidenziato, Gesù frequenta i peccatori. I farisei e gli scribi, però, che si consideravano i "giusti" della comunità, si lamentano ed allora "disse loro questa parabola "per aiutarli a comprendere che il suo comportamento è corretto, anzi è lo specchio di quello di Dio. Per questo Gesù accoglie i peccatori come amici, pienamente amici, e mangia con loro: questa era la cosa più proibita in assoluto. Mangiare con una persona, in Medio Oriente, significava accettarla a livello molto profondo e accoglierla sul piano fondamentale ed essenziale (cfr Gal 2,11-12). Ecco ciò che sconvolge i giusti: Gesù accoglie gli esclusi in piena comunione con sé.
Quando Gesù racconta le parabole?
Durante il viaggio finale verso Gerusalemme (Le 9,51-19,28-38); quindi verso la Pasqua di morte e risurrezione. In questo grande viaggio "in salita" Gesù porta nel cuore la grande passione per la salvezza dei peccatori.
Bastano questi pochi rilievi letterari a mostrare l'unità tematica delle tre parabole: la gioia di Dio per il ritorno del peccatore. La parabola del padre e dei suoi due figli è, senza dubbio, la più importante delle tre. Si tratta di un racconto di rara bellezza letteraria e, più ancora, di rara densità teologica: "una pagina divina", dicono alcuni interpreti. E' anche la parabola più articolata e ricca di tratti descrittivi e, tuttavia, non c'e un solo particolare che sia superfluo: "nessun singolo elemento può essere eliminato senza pregiudicare l'intera struttura narrativa della parabola" (Hans Weder, Metafore del Regno, Paideia, 1991).
Padre Domenico Marsaglia

