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Vivere per servire il Signore Gesù con gioia

Carissimi,
è bello vivere in pienezza il dono della vita! Una vita, però, arricchita dell'amore infinito di Dio, che gratuitamente non cessa mai di donare a tutta l'umanità, che si dimostra povera della potenza dell'amore di Dio, della Sua grazia, del Suo perdono, della Sua misericordia e a ciascuno di noi veramente poveri di vitalità, di fede, di speranza e di conversione.
Siamo chiamati a donare per amare. Amare tutto ciò che siamo ed abbiamo, perché tutto è dono di Dio; amare le persone che il Signore ha messo a fianco a noi: la famiglia, i genitori, i figli; amare il prossimo, come Gesù ci insegna; amare i poveri, servendoli in un servizio amorevole, caritatevole, dedicando del nostro prezioso tempo che gratuitamente riceviamo dal Signore.
Che bello, allora, donare, servire amando. Quante persone aspettano da noi un gesto ricco di amore e di bontà! Lì c'è Gesù che tende la mano per ricevere la gioia di sentirsi amato. A questo punto fissiamo la nostra attenzione su Gesù ed impariamo da Lui ad amare, servire, consumare la propria preziosissima vita in un servizio caritatevole. Che bello ciò che ci insegna Gesù per mezzo della parabola del buon Samaritano: leggiamola, ascoltiamola e facciamola nostra!
"Maestro, che cosa devo fare per avere la vita eterna?" Gesù gli rispose: "Che cosa c'è scritto nella legge di Mosè (nell'Antico Testamento)? ... C'è scritto: ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutte le tue forze e con tutta la tua mente, e ama il prossimo tuo come te stesso." Gesù gli disse: "Hai risposto bene! Fa questo e vivrai!" ... chiese ancora a Gesù: "Ma chi è il mio prossimo?" Gesù rispose: "Un uomo scendeva da Gerusalemme verso Gerico, quando incontrò i briganti. Gli portarono via tutto, lo presero a bastonate e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto... passò di là un sacerdote; vide l'uomo ferito, passò dall'altra parte e proseguì. Anche un levita... anche lui lo vide, lo scansò e proseguì. Invece un uomo della Samaria, ... passò accanto, lo vide e ne ebbe compassione. Gli andò vicino, versò olio e vino sulle sue ferite e gliele fasciò. Poi lo caricò sul suo asino e lo portò a una locanda e fece tutto il possibile per aiutarlo. Il giorno dopo tirò fuori due monete d'argento, le diede al padrone dell'albergo e gli disse: "Abbi cura di lui e se spenderai di più pagherò io quando ritorno". Gesù domandò: "Chi di questi tre si è comportato come prossimo per quell'uomo che aveva incontrato i briganti?"" ... Quello che ha avuto compassione di lui". Gesù disse: "Va e comportati allo stesso modo". (Le 10,25-37). Stupendo, carissimi! E ancora Gesù ci dice: "Vi ho detto queste cose perchè la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena". (Gv15,11)
A Maria, la Vergine Immacolata, affidiamo la gioia di servire il Signore Gesù amando e sempre amando, come Lei concretamente ha vissuto, tenendo presente che "Niente ci può separare dall'amore di Dio" (Rm 8,39) perché "Dio è amore" (1 Gv 4,8-16).

Don Adriano

Don Adriano ai suoi collaboratori

Carissimi volontarie e volontari del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione,
buon inizio caritatevole a tutti e a ciascuno di un servizio prezioso ai fratelli e sorelle che sono bisognosi di aiuto, che sono poveri e povere tra i più poveri, che tutti i giorni transitano nel cuore della nostra città. Noi siamo stati scelti dal Signore per donare il meglio di noi stessi alle persone problematiche, abbandonate a sè stesse, emarginate, povere di tutto, amando in loro la loro solitudine; bisognose di cibo, di accoglienza, di un saluto e di un servizio ricco di pazienza, di bontà, di tenerezza, donato a coloro dove Gesù è presente perché sono opera meravigliosa di Dio, Padre per tutta l'umanità. "lo rendo grazie continuamente a Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù", ci dice San Paolo, "perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni" che sono preziosi e da concretizzare. Vi esorto, pertanto, carissimi volontari a gioire nel donare il vostro servizio sempre prezioso e ricco di bontà e di tenerezza. Pertanto, cercate di essere "tutti unanimi nel parlare perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire.", come ci dice San Paolo (1 Cor 1,1-9).
Tutti possiamo dare molto, donarlo con entusiasmo, donarlo senza il timore di perdere qualcosa di noi stessi, perché sin dal momento in cui noi esercitiamo con entusiasmo la carità di Cristo Gesù veniamo abbondantemente arricchiti dall'amore di Dio, della sua infinita ed arricchente grazia. Teniamo tutti presente che c'è più gioia nel donare che non nel ricevere. Ancora San Paolo ci dice stupendamente: "Vi esorto dunque fratelli, trasformatevi rinnovando la vostra vita, la vostra mente, per discernere quello che Dio vuole, ciò che è buono, gradito, perfetto" (Rm 12,2). Pertanto "non siate debitori di alcunché con nessuno, se non di un amore vicendevole" (Rm 13, 8-1O). L'amore di Dio sempre unisce i cuori, crea una fraternità sostenuta dalla fede e dalla preghiera, crea una vera gioia di servire amando. Che bello ciò che ancora San Paolo ci dice: "Rivestitevi dunque di sentimenti di mansuetudine, di misericordia, di umiltà, di bontà, di longanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi quando avvenga uno screzio con qualcuno. Come Cristo ha perdonato a voi così fate anche voi. Al di sopra di tutto vi sia la carità che è il vincolo della perfezione." (Col 3, 9-10;12-15).
Il Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione deve essere l'espressione più vera della carità che Cristo Gesù è venuto a portare nel nostro mondo, nel nostro cuore, nella nostra città.
A tutti auguro un buon lavoro, efficace, animato dalla potente benedizione del Signore e dall'opera meravigliosa dello Spirito Santo.
Maria, Madre di Dio, della Chiesa e di tutti noi ci guidi sempre e ci protegga in questo nostro stupendo cammino.

Don Adriano

Lettera ad un volontario stanco

Carissimi,
oso ripresentarvi la lettera della possibile stanchezza che cerca di aggredirci e renderci stanchi e affaticati nella nostra opera preziosa di servizio caritatevole ai poveri più poveri, ai bisognosi, ai sofferenti. Pertanto, caro volontario "stanco" ... o al tramonto?... o in via di estinzione?..., non so come chiamarti, ma sì che sto parlando di te, di te che da un po' di tempo stai saltando qualche turno di servizio e partecipi ai nostri importanti incontri di supervisione in modo sempre più saltuario.
Quando riusciamo a contattarti (sempre con qualche difficoltà) ci esponi, spesso con dovizia di particolari, tutte le ragioni e gli accidenti che causano la riduzione del tuo impegno: quasi sempre un elenco di fatti, fatterelli, fattacci che caratterizzano e disturbano, chi più chi meno, la vita e l'opera di tutti noi. Di alcuni problemi poi, se vi ricordate, ci parlavate anche allora, quando il vostro impegno e la vostra presenza nel servizio operativo erano esemplari. A volte si tratta di guai che sembrano ripetersi e colpire con particolare incredibile frequenza. Il fatto è che la spiegazione che alcuni mi danno, peraltro mai esplicitamente da me richiesta, di questa riduzione del vostro, o tuo, impegno, ha il sapore di una giustificazione un po' raffazzonata, più che non di semplice verità. La verità è che probabilmente, dopo tutti questi anni (o per alcuni anche solo mesi, ognuno ha i propri tempi), tu, voi, incominciate a sentirti, sentirvi stanco o stanchi, non stufo, neanche annoiato dall'esperienza, semplicemente un po' stanco o stanchi. Ma è naturale che vi succeda! Ogni esperienza, se vissuta in modo intenso, stanca. Lavorare, anche quando il lavoro piace, stanca, divertirsi spesso stanca, stare in relazione con l'altro stanca, amare stanca, vivere "da vivi", in fondo, stanca.
Forse vegetare non stanca, stare in compagnia di noi stessi non stanca, anche se spesso stufa, annoia, deprime. E allora impariamo a viverla questa nostra stanchezza, a riconoscerla, ad accettarla e a gestirla come semplice indicatore dell'intensità del nostro vivere! E se vogliamo fronteggiarla in modo intelligente e proficuo non pensiamo solo al riposo come unico antidoto, ma anche al senso che diamo a ciò che facciamo!
Ciò che ci condiziona maggiormente nell'organizzare e gestire il nostro quotidiano è soprattutto la povertà o la ricchezza di senso, di cui spesso non viviamo la piena consapevolezza.
Troppo sovente usiamo il metro dell'entusiasmo nel valutare e certificare la qualità della nostra vita e la bontà delle nostre scelte, dimenticando però che l'entusiasmo è un ottimo e prezioso additivo per il nostro "motore". Con esso si viaggia meglio e si consuma meno ma il carburante è proprio il senso... e senza carburante non c'è additivo che tenga: il motore non gira. L'essenziale è esserne sempre del tutto consapevoli.
Il rischio reale che corriamo un po' tutti, dopo tanto, mai troppo, tempo di servizio, non è la perdita del senso, ma la perdita della consapevolezza di questa nostra stupenda esperienza di volontariato per mezzo del quale più ci si dona, più ci si arricchisce e più con la gioia di donare ci si riempie il cuore di servire.

Un caro saluto a tutti e a ciascuno di voi.

Don Adriano

Dona il 5x1000 alla Mensa dei Poveri

Aiutaci a continuare il servizio caritatevole ai più poveri tra i poveri e alle famiglie bisognose che si trovano in gravi difficoltà economiche. Anche durante l’emergenza, l’aiuto del Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione non è mai cessato grazie alla tua preziosa sensibilità e generosità.
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CASA DI SPIRITUALITÀ

Monastero Abbaziale Cistercense di Casanova. Carmagnola (Torino)
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T 011 979 52 90
Aperto ogni domenica e festivi dalle 15,00 alle 18,00.

Don Adriano riceve il sabato mattina dalle 9,00 alle 12,30 e al pomeriggio dalle 14,30 alle 17,00.
Segue, alle 17,15, la S. Messa prefestiva.

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CENTRO DI ASCOLTO E PREGHIERA

Corso Regina Margherita 190
10152 Torino
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T 011 4377070
info@cenacoloeucaristico.it

Orario di ricevimento di don Adriano:
Lunedì dalle 7,30 alle 9,30
Giovedì dalle 13,30 alle 16,30

La segreteria è aperta il lunedì mattina, il martedì, mercoledì e venerdì pomeriggio e il giovedì tutto il giorno.

Nei centri di ascolto di Torino e Casanova continua l'accoglienza rispettando le norme vigenti relative al distanziamento e all'uso della mascherina

MENSA DEI POVERI

Opere caritatevoli per i poveri
MENSA
via Belfiore 12, Torino
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Distribuzione sacchetti pasto:
domenica e festivi dalle ore 9.00 alle 11.00
Distribuzione pacchi viveri alle famiglie bisognose:
sabato dalle ore 9.30 alle 12.00
Mensa preserale calda per i senzatetto:
da lunedì a venerdì dalle ore 14.00 alle 16.00 

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Dove c’è vero amore di Dio c’è sempre servizio per l’uomo, un servizio, però, fatto con gioia, con umiltà e con tenerezza. 

(Don Adriano)